Prosegue la sessione invernale dell'Horcynus festival

Pubblicato il da ass. Il Patio

Dopo il prologo che dal 25 al 27 novembre ha scandito il primo long weekend dell’ edizione invernale dell’ Horcynus Festival 2011 (contestualmente alla riapertura al pubblico dello storico CineTeatro Politeama Siracusa di Reggio Calabria), si riparte il 2 dicembre con una giornata all’insegna del teatro, della video arte e del cinema arabo.

 

Alle 20,30 il prologo della IV giornata  con uno spazio importante dedicato alla “Video Arte del Mediterraneo”; dall’archivio della Fondazione Horcynus Orca (fra i più completi e interessanti esistenti in Italia in relazione all’arte contemporanea arabo-mediterranea) sono stati selezionati dei video d’arte che verranno proiettati al pubblico del CineTeatro Siracusa.

L’archivio Horcynus Orca è curato e realizzato dalla critica d’arte e membro del Comitato Scientifico della Fondazione Horcynus Orca Martina Corgnati che, ospite della manifestazione, introdurrà la proiezione dei video d’arte scelti per il Festival.

Sottotitolo della sezione artistica “Desideri e Utopie al femminile” che ha goduto del contributo straordinario di Bianca Cassinelli per le sottotitolature,  le traduzioni e le presentazioni video.

Il secondo ed ultimo spettacolo teatrale che darà lustro alla sessione invernale dell’Horcynus Festival (per la sezione teatrale “migrAzioni tra terre e mare” a cura di Massimo Barilla) è una “presentazione primo-studio” di 20 minuti dell’opera Due passi sono per la regia e l’interpretazione di Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi che andrà in scena alle 21,30. L’opera, che si è aggiudicata il Premio Scenario 2011, ripercorre la storia di due piccoli esseri umani, un uomo e una donna dalle fattezze ridotte, che si ritrovano sul grande palco dell’esistenza nascosti nel loro mistero di vita che li riduce dentro uno spazio sempre più stretto dall’arredamento essenziale, stranamente deforme, alla stregua dell’immaginario dei bimbi in fase febbricitante. Il debutto nazionale dello spettacolo completo è fissato per il 7 dicembre 2011 al teatro Franco Parenti di Milano.

 

Alle 22,30 ultimo appuntamento con la sezioneMare di cinema arabo” a cura del giornalista e critico cinematografico iracheno Erfan Rashid che ha impreziosito le prime serate della manifestazione con interventi volti ad approfondire le dinamiche socio-politiche del mondo arabo. E lo ha fatto soprattutto spiegando al pubblico la scelta dei film in programma, storie di uomini e donne costretti da regimi miopi a percorsi di vita talvolta disperati; logiche sottintese al linguaggio cinematografico e scaturite dall’impegno di cineasti che sembrano aver anticipato con le loro opere lo tsunami che ha dato vita alla primavera araba in quel lembo di terra esteso tra il Tigri e l’Atlantico.

 Il film in programma è Amina di  Khadija Al-Salami (Yemen, 2007) un’opera intensa sulle vicende reali di Amina andata in sposa a undici anni a un uomo molto più anziano di lei. A 14 anni Amina viene condannata a morte, accusata ingiustamente della morte del marito avvenuta per mano di un cugino. L’esecuzione viene rimandata perché lei è rimasta incinta dopo uno stupro all'interno del carcere. Khadija Al-Salami riprende la storia di Amina dalle cronache dei giornali e raccoglie la sua testimonianza intervistandola in carcere. Il film è un'aperta denuncia degli abusi giudiziari sulle donne arabe.

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