AEROPORTI. Fontanarossa, SAC convoca le Istituzioni dopo il no della Regione agli investimenti Mancini “Occorrono scelte chiare per il futuro della Sicilia Orientale”
Si è conclusa con un nulla di fatto, oggi a Roma, la riunione programmata dal Presidente dell’Enac Vito Riggio alla presenza di Reti Ferroviarie Italiane (RFI), della Società degli Interporti Siciliani e della SAC, finalizzata a verificare la compatibilità funzionale tra l’infrastruttura aeroportuale ed il progetto di intermodalità tra ferrovia ed aeroporto, sviluppato da RFI ed ITALFERR su incarico della SAC, che consentirebbe anche il contestuale allungamento della pista di volo per l’atterraggio ed il decollo degli aerei intercontinentali.
La riunione si è infatti conclusa senza entrare nel merito alla luce della comunicazione della Regione Siciliana con la quale la stessa ha evidenziato “la difficile sostenibilità da parte delle asfittiche risorse a disposizione della Regione” con la conseguente sottolineatura che “solo uno sforzo fortemente condiviso sotto ogni profilo, primo fra tutti quello di ordine finanziario da parte di tutti i soggetti responsabili a livello centrale, potrà consentire un concreto sviluppo della proposta in questione”.
“Deduco – commenta il presidente della SAC, ing. Gaetano Mancini – che non ci sarebbero risorse per finanziare una soluzione funzionale e condivisa del nodo ferroviario di Bicocca che permetta di garantire, insieme allo sviluppo dell’Interporto e alla riqualificazione delle stesse Ferrovie, il collegamento di Fontanarossa (il più grande aeroporto della Sicilia che risponde alla richiesta di mobilità di 3,5 milioni di siciliani residenti in 7 delle 9 province) alla rete del trasporto pubblico su rotaia consentendole di rientrare negli standard di riferimento europei. Investimenti infrastrutturali (interramento della ferrovia con conseguente allungamento della pista per voli intercontinentali) che si rendono improcrastinabili anche alla luce della domanda sempre crescente di traffico, anche di tipo intercontinentale e comunque con standard superiori agli attuali. Nel ricordare la performance da record del mese di agosto scorso (quando Fontanarossa ha registrato 746.254 passeggeri, quasi 30 mila in più rispetto al picco storico dell’agosto 2007) ci sembra opportuno sottolineare come già adesso, e da sola in tutta l’isola, questa infrastruttura faccia viaggiare oltre 6 milioni di passeggeri l’anno, previsti in consistente aumento, e rappresenti nei fatti l’unica possibilità funzionale di collegamento tra la nostra regione, che è un’isola sprovvista di collegamenti veloci col Continente, e il resto d’Europa”.
“Non nascondo una certa preoccupazione – conclude Mancini – per i risvolti connessi a una simile rinuncia e per il freno imposto alle enormi potenzialità ancora inespresse del territorio in questione, un’area che contribuisce in maniera significativa con il fatturato di industrie, agricoltura, turismo e terziario, alla formazione del PIL regionale. Pertanto a nome dei soci di SAC (le Camere di Commercio di Catania, Siracusa e Ragusa, le Province di Catania e Siracusa e l’Asi di Catania) chiedo al Ministero delle Infrastrutture, all’ENAC e alla stessa Regione Siciliana la convocazione di un incontro urgente utile ad individuare una soluzione tecnica e finanziaria che garantisca allo scalo di Fontanarossa prospettive di sviluppo adeguate alle esigenze dei singoli cittadini, della comunità e di tutto il mondo imprenditoriale siciliano, motore dell’economia dell’isola”.