ASSOCIAZIONE MATRIMONIALISTI ITALIANI: TROPPI STUPRI NELLE FAMIGLIE

Pubblicato il da ass. Il Patio

Stupri e violenze subiti dal partner: il 12%
delle donne pensa al suicidio.
Abusi sui figli: il 70% delle denunce si esaurisce con
l’assoluzione dei padri accusati.

In occasione delle Giornate Nazionali di Prevenzione della
Violenza Intrafamiliare e sui Minori che il 29 e 30 gennaio

2010 (Teatro Sala Umberto) a Roma vedranno convergere in
maniera massiccia avvocati, magistrati, psicologi,
sociologi, assistenti sociali, esperti e studiosi del
fenomeno, il centro studi AMI analizza alcune tra le
maggiori cause alla base della violenza.
“Dall’approfondimento – spiega il Presidente Nazionale
avv. Gian Ettore Gassani - emerge che un ruolo
statisticamente rilevante rivestono i comportamenti
degenerativi adottati nelle famiglie di origine del partner
violento”.

Le famiglie di origine - Sono maggiormente esposte al
rischio di subire violenze le donne che hanno un partner che
aveva un padre che picchiava la propria madre (30%) o che a
sua volta è stato maltrattato dai genitori.  La quota di
violenti con la propria partner è pari al 30% fra coloro
che hanno assistito a violenze nella propria famiglia di
origine, al 34,8% fra coloro che l’hanno subita dal padre,
al 42,4% tra chi l’ha subita dalla madre e al 6% tra
coloro che non hanno subito o assistito a violenze nella
famiglia d’origine.

Gli stupri dei partner - I partners sono responsabili della
quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica ed
in misura maggiore anche di alcuni tipi di violenza sessuale
come stupro e rapporti sessuali non desiderati (ma subiti
per paura delle conseguenze).
In media il 69,7% degli stupri è opera di partners, il
17,4% di un conoscente, il 6,2% è opera di estranei. Il
rischio di subire stupri o tentativi di stupro è tanto
più elevato quanto più è stretta la relazione tra
autore e vittima. Gli sconosciuti commettono soprattutto
molestie fisiche sessuali, seguiti da conoscenti, colleghi
ed amici. Gli sconosciuti commettono stupri solo nello 0,9%
dei casi e tentati stupri nel 3,6% contro, rispettivamente
l’11,4% e il 9,1% dei partner.
Seppure il 21,3% delle donne ha avuto la sensazione che la
sua vita fosse in pericolo in occasione della violenza
subita, solo il 18,2% delle donne considera la violenza
subita in famiglia un reato, per il 44% è stato
‘qualcosa di sbagliato’ e per il 36% solo ‘qualcosa
che è accaduto’. Anche nel caso di stupro o tentato
stupro, solo il 26,5% delle donne lo ha considerato un
reato.
Il 27,2% delle donne ha subìto ferite a seguito della
violenza. Ferite, che nel 24,1% dei casi sono state gravi al
punto da richiedere il ricorso a cure mediche. Le donne che
hanno subito più violenze dai partner, in quasi la metà
dei casi hanno sofferto a seguito dei fatti subiti di
perdita di fiducia e autostima, di sensazione di impotenza
(44,9%), disturbi del sonno (41,5%), ansia (37,4%),
depressione (35,1%), difficoltà di concentrazione (24,3%),
dolori ricorrenti in 3 diverse parti (18,5%), difficoltà a
gestire i figli (14,3%), idee di suicidio e autolesionismo
(12,3%).

Le violenze contro gli uomini/padri - Si registrano,
tuttavia, anche violenze in danno degli uomini soprattutto
nelle fasi patologiche del matrimonio che sfociano in
separazioni e divorzi laddove i figli sono contesi e terreno
di scontro tra i coniugi, nonostante il varo della legge
sull’affidamento condiviso. Molto frequentemente  i
mariti/padri sono denunciati per falsi abusi sessuali o
maltrattamenti in danno dei figli: il 70% di queste denunce
si esaurisce con provvedimenti di archiviazione,
proscioglimento o assoluzione, dopo anni di indagini ed
interruzione totale dei rapporti padri/figli. Tali denunce
per falsi abusi rappresentano  una grave violenza anche nei
confronti degli stessi figli, spesso sottoposti ad inutili
ed estenuanti accertamenti giudiziari e  psichiatrici..

“Appare chiaro, dunque, che la famiglia italiana stia
attraversando uno dei momenti più cupi della sua storia.
Occorre che uomini e donne, specie quando formano un coppia,
 ricomincino a rispettarsi ”, conclude l’avv. Gian
Ettore Gassani.

    Per sensibilizzare l’opinione pubblica e le
Istituzioni
sul grave fenomeno della violenza intrafamiliare
l’Associazione Matrimonialisti Italiani ha indetto, in
collaborazione con la Fondazione Barbareschi, le Giornate
Nazionali di Prevenzione nell’ambito del Congresso
Nazionale AMI* (29 e 30 gennaio 2010 c/o teatro Sala
Umberto, via della Mercede 50, Roma).

    Alla manifestazione parteciperanno in qualità di
ospiti
o relatori, tra gli altri, il Dott. Gianni Alemanno, il
Ministro On.Giorgia Meloni, il Cons. Augusta Iannini (Capo
dipartimento Ufficio Legislativo Ministero Giustizia), il
Dott. Luca Palamara, l’avv. Cesare Rimini, l’avv.
Annamaria Bernardini De Pace, la Dott.ssa Emanuela Falcetti,
la Dott.ssa M. Gabriella Carnieri Moscatelli (Presidente
Telefono Rosa), l’Avv. Nino Marazzita, il  Cons. Melita
Cavallo (Presidente Tribunale per i Minori di Roma), il
Prof. Vincenzo Mastronardi. Sono stati invitati numerosi
esponenti dei partiti di entrambi gli schieramenti.



 *Il Congresso Nazionale AMI gode dei Patrocini della Camera
dei Deputati,  del Ministero della Giustizia, del  Ministero
della Gioventù, del Comune di Roma,  del Consiglio dell’
Ordine degli Avvocati di Roma,
dell’Associazione per la Cura dei Disagi e dell’Abuso
sui Minori.


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