Chiusura da oscar ieri sera per la rassegna di “Arte a Tindari”.
Chiusura da oscar ieri sera per la rassegna di “Arte a Tindari”. Nicola Piovani incanta il pubblico, lo diverte e si diverte regalando i suoi più grandi successi da “La Vita è bella” di Benigni a “La voce della luna” di Fellini. “Arte a Tindari”dà appuntamento all’anno prossimo.
Sul palco entra da solo accennando un sorriso ed un inchino al pubblico, e regala in apertura un rondò per pianoforte solo, scritto per una poesia di Pier Paolo Pasolini “Poeta delle ceneri” ed è subito incanto. Poi fa ingresso la sua piccola orchestra (percussioni, fiati, violoncello e contrabbasso) ed il concerto entra nel vivo. Piovani esegue per il pubblico di Tindari i suoi brani composti per il cinema d’autore da “Il pianino delle meraviglie”a “La stanza del figlio”, da “La messa è finita” a “La vita è bella”, straordinaria pellicola di Roberto Benigni che conquista ben tre oscar trai quali uno per la “miglior colonna sonora”. Non si risparmia il maestro romano che nella sua carriera ha collaborato con i più grandi registi italiani dai fratelli Taviani a Moretti da Monicelli a Tornatore, da Benigni a Fellini. In un’ora e mezza di concerto regala anche “Non al denaro, non all'amore né al cielo” la suite composta per Fabrizio De Andrè “un poeta unico- dichiara- che appartiene alla stirpe dei grandi”. Entra in empatia con gli spettatori, li prende per mano e li accompagna alla riscoperta del significato dei grandi classici, dei miti greci da lui musicati “la cui straordinaria forza- sottolinea- risiede nella incredibile attualità”: da Icaro che non seguì il suggerimento del padre e morì per la voglia di volare troppo vicino al sole, a Narciso che, innamorato di se stesso ed incapace di vedere il prossimo in altra veste se non quella di adulatore, finirà per morire affogando nel fiume dove era caduto per baciare la sua stessa immagine. Esegue anche la colonna sonora di Annozero, scritta per la trasmissione di Michele Santoro e ancora quella del film francese “le code a changè” che uscirà in Italia il prossimo autunno. L'epilogo è de «La voce della luna» l’ultimo capolavoro di Federico Fellini. Nello splendido scenario del teatro antico di Tindari, con una luna quasi piena che sembra essersi vestita a festa per l’occasione, riecheggiano le parole dell’interprete principale di quel film, Roberto Benigni, profetiche- sottolinea Piovani- oltre che poetiche: “eppure io penso che se ci fosse un po’ più di silenzio, se tutti facessimo più di silenzio, qualcosa potremmo capire”. Per ben quattro volte Piovani saluta il pubblico e per ben quattro volte rientra a suonare “costretto” da applausi che non accennano a scemare. Alla fine ringrazia con una citazione “qualcuno- evidenzia- ha detto che quello che non passa in televisione non esiste- se è così vi ringrazio per queste due ore di straordinaria inesistenza”.
Chiude così battenti la cinquantasettesima edizione della rassegna “Arte a Tindari”. Un rassegna che ha regalato al pubblico siciliano spettacoli di alto livello per ogni genere offerto: dal Jesus Christ Superstar, il musical di Piparo, alla Carmen, il balletto del coreografo Luciano Cannito, dai Comici di classe di Zelig al teatro d’impegno civile di Ayala e ancora la grande musica di Giovanni Allevi, Fiorella Mannoia e Nicola Piovani.
“Arte a Tindari” ringrazia il pubblico per l’affetto e dà appuntamento all’anno prossimo.