CONCORSO LETTERARIO INTITOLATO A NINO FERRAÙ " IL POETA NELLA SCUOLA": GIOVEDI' CONFERENZA STAMPA A PALAZZO ZANCA
Giovedì 3, alle 9,30, nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, l'assessore alle politiche scolastiche, Salvatore Magazzù, ed il dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo Giovanni XXIII-Aldisio, dott.ssa Francesca Impala, presenteranno nel corso di una conferenza stampa il bando dell'edizione 2011 del concorso letterario intitolato a Nino Ferraù "Il poeta nella scuola". Nel corso della presentazione saranno illustrate le novità del concorso che da quest'anno diventa regionale e che coinvolgerà le scuole di ogni ordine e grado. Nino Ferraù nato a Galati Mamertino, nel 1923 e deceduto a Messina nel 1984, fu poeta, insegnante, saggista, narratore, critico, teorico dell´arte, pittore. A 9 anni scrisse la sua prima poesia e a 19 pubblicò il suo primo libro dal titolo "Diadema di Sangue". Fondatore, negli anni ´50, dell´Ascendentismo, corrente letteraria d´indirizzo antidecadentistico ed antiermetico, codificata in un´opera di 365 massime che Virgilio Brocchi definì "una miniera di gemme e una fonte di rivelazioni". Ferraù diresse per oltre trent´anni la rivista "Selezione Poetica" da lui fondata, organo ufficiale dell´Ascendentismo, e fu autore di parecchie pubblicazioni di vario genere: poesia, narrativa, filosofia, critica ed arte varia, la sola produzione poetica consta di circa 150.000 versi. La personalità artistica del Ferraù e varie sue composizioni sono state commentate o inserite in oltre 600 pubblicazioni tra enciclopedie, antologie e saggi critici. Per gli ultimi 14 anni della sua carriera scolastica, insegnò nella scuola primaria di Villaggio Aldisio, ove maturò la sua predilezione per la purezza e la semplicità: " … il fiume è più grande alla foce, ma più limpido alla sorgente …". Nell´atrio della scuola primaria della direzione didattica villaggio Aldisio è stata apposta la lapide con i versi "… invecchierò, ma con le mani calde del respiro dei bimbi …" "Io resto qui, tra questi fiori viventi, in questa eterna primavera di bimbi e nelle gioie e nei dolori maestro resterò fino alla sera…".