CRISI, CONTRIBUENTI.IT: CHIUDONO 312MILA STUDI PROFESSIONALI
Veterinari, avvocati, sociologi, giornalisti, medici, dottori
commercialisti e biologi sono le professioni che hanno risentito
maggiormente della crisi, con la chiusura del 18% degli studi
professionali nel 2009. A denunciarlo è Contribuenti.it - Associazione
Contribuenti Italiani che, con Lo Sportello del Contribuente, ha preso
in esame alcuni indicatori economici riferiti a dicembre 2009. Infatti,
incrociando i dati del fatturato, delle prenotazioni, dell'occupazione e
delle forniture professionali emerge un quadro preoccupante. Le
professioni che fanno da trainano e supporto all'economia sono in forte
difficoltà.
Professioni, che nel 2008 avevano registrato incremento del fatturato di
quasi 18 miliardi di euro.
Il settore giuridico-economico (avvocati e dottori commercialisti) è uno
dei comparti più colpiti dalla crisi. Nel 2009, il fatturato globale è
diminuito del 43% rispetto al periodo precedente, segnando un -35% nelle
prenotazioni, un -20% nell'occupazione ed un -55% nelle forniture
professionali.
Il settore medico (veterinari, medici e biologi), altro comparto di
punta nelle professioni, presenta anch'esso tutti gli indicatori
negativi: il fatturato globale, nel 2009, ha segnato un -32% rispetto
all'anno precedente, il - 42% nelle prenotazioni, il -22%
nell'occupazione ed il - 48% nelle forniture professionali.
Male anche il settore della comunicazione (sociologi e giornalisti). Del
29% la contrazione del fatturato, dell' 28% le prenotazioni, del 24%
l'occupazione e del 48% le forniture professionali.
"Di fronte alla chiusura del 18% degli studi professionali, costituiti
prevalentemente da piccoli studi" - commenta Vittorio Carlomagno
presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani - ''è
impensabile che il governo non intervenga inserendo anche il comparto
delle professioni tra quelli in crisi, prevedendo l'estensione ai
lavoratori autonomi degli ammortizzatori sociali e di tutte le misure
straordinarie, lasciando Bisogna consentire ai 312 mila professionisti
di cambiare lavoro, senza arrecare un grave danno sociale''.
CONTRIBUENTI.IT - ASSOCIAZIONE CONTRIBUENTI ITALIANI
L'ufficio stampa Infopress 3922496142
commercialisti e biologi sono le professioni che hanno risentito
maggiormente della crisi, con la chiusura del 18% degli studi
professionali nel 2009. A denunciarlo è Contribuenti.it - Associazione
Contribuenti Italiani che, con Lo Sportello del Contribuente, ha preso
in esame alcuni indicatori economici riferiti a dicembre 2009. Infatti,
incrociando i dati del fatturato, delle prenotazioni, dell'occupazione e
delle forniture professionali emerge un quadro preoccupante. Le
professioni che fanno da trainano e supporto all'economia sono in forte
difficoltà.
Professioni, che nel 2008 avevano registrato incremento del fatturato di
quasi 18 miliardi di euro.
Il settore giuridico-economico (avvocati e dottori commercialisti) è uno
dei comparti più colpiti dalla crisi. Nel 2009, il fatturato globale è
diminuito del 43% rispetto al periodo precedente, segnando un -35% nelle
prenotazioni, un -20% nell'occupazione ed un -55% nelle forniture
professionali.
Il settore medico (veterinari, medici e biologi), altro comparto di
punta nelle professioni, presenta anch'esso tutti gli indicatori
negativi: il fatturato globale, nel 2009, ha segnato un -32% rispetto
all'anno precedente, il - 42% nelle prenotazioni, il -22%
nell'occupazione ed il - 48% nelle forniture professionali.
Male anche il settore della comunicazione (sociologi e giornalisti). Del
29% la contrazione del fatturato, dell' 28% le prenotazioni, del 24%
l'occupazione e del 48% le forniture professionali.
"Di fronte alla chiusura del 18% degli studi professionali, costituiti
prevalentemente da piccoli studi" - commenta Vittorio Carlomagno
presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani - ''è
impensabile che il governo non intervenga inserendo anche il comparto
delle professioni tra quelli in crisi, prevedendo l'estensione ai
lavoratori autonomi degli ammortizzatori sociali e di tutte le misure
straordinarie, lasciando Bisogna consentire ai 312 mila professionisti
di cambiare lavoro, senza arrecare un grave danno sociale''.
CONTRIBUENTI.IT - ASSOCIAZIONE CONTRIBUENTI ITALIANI
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