DISSESTO IDROGEOLOGICO, RIQUALIFICAZIONE DEL TERRITORIO E MESSA IN SICUREZZA DELLE INFRASTRUTTURE PRIMARIE: MOZIONE DEL CONSIGLIERE PROVINCIALE, FRANCESCO ANDALORO (PRC).

Pubblicato il da ass. Il Patio

  

 

"Il sottoscritto consigliere provinciale Francesco Andaloro, con la presente chiede che venga inserita all'O.d.G. della prossima seduta del Consiglio provinciale, la seguente

Mozione

 

Per un programma di prevenzione del dissesto idrogeologico, riqualificazione del territorio, messa in sicurezza delle infrastrutture civili primarie nel territorio della provincia di Messina, da finanziarsi attraverso i  fondi previsti per il Ponte sullo Stretto di Messina

Il Consiglio provinciale di Messina,

premesso che:

1) Il territorio della provincia di Messina da molto tempo è interessato da gravi e diffusi fenomeni di dissesto (frane, erosione delle coste, incendi, ecc.), imputabili solo in parte a cause naturali dal momento che gli effetti maggiormente negativi sul piano dei costi umani e sociali sono da imputare all'assenza di politiche preventive e di messa in sicurezza del territorio, oltre che a un utilizzo troppo spesso esclusivamente speculativo del medesimo;

2) Il susseguirsi incalzante di eventi drammatici come: la tragedia di Giampilieri e Scaletta Zanclea dello scorso 1 ottobre, dove morirono 37 persone con migliaia di sfollati, la grande frana di San Fratello che ha visto anche in questo caso migliaia di persone costrette a lasciare le proprie case, altre frane diffuse, anche se meno notevoli, che hanno comunque costretto all'evacuazione centinaia di persone (Caronia l'ultimo caso noto), le quasi mille frane della provincia di Messina che hanno come risultato la scomparsa o l'interruzione di strade principali e secondarie, urbane e agricole, lesioni ad edifici privati e pubblici, danni a varie infrastrutture; questi eventi, sembra che abbiano contribuito - in qualche misura e almeno per ora - ad una più diffusa presa di coscienza della necessità di salvaguardare il territorio, abbandonando le pratiche di speculazione e a volte di vero e proprio scempio incosciente e, dopo aver fronteggiato le emergenze, passare a un serio e generale programma di prevenzione e messa in sicurezza;

3) Le amministrazioni comunali, si sono ritrovate a dover fronteggiare una emergenza difficilmente affrontabile per l'estrema carenza di risorse finanziarie e, considerata l'entità e gravità del dissesto del territorio e dei disagi delle popolazioni, oggi si trovano ad assumere un ruolo carico di maggiori ed inedite responsabilità;

4) La dichiarazione dello stato di calamità per gran parte del territorio della provincia di Messina, oltre a sancire la dimensione nazionale dell'emergenza in atto e chiamare quindi in causa i governi nazionale e regionale, se non è seguita concretamente dallo stanziamento delle risorse finanziarie necessarie alla prevenzione e messa in sicurezza del territorio, conta meno di una dichiarazione d'intenti;

5) E' necessario un ruolo a o sindaci, amministrazioni e consigli comunali, forze politiche, sindacati, qualsiasi organizzazione sociale, e dei cittadini tutti, per provare seriamente a trasformare l'emergenza territorio in una occasione per la sua riqualificazione e per uno sviluppo produttivo.

Considerato che:

1) Per far fronte all'emergenza e per un serio e credibile programma di risanamento e messa in sicurezza del territorio (che riguarda non solo la provincia di Messina, ma anche buona parte della Sicilia e la Calabria) sono necessarie risorse finanziarie notevoli, che se correttamente impiegate avranno un ritorno economico considerevole, sia sul piano del risparmio per la riduzione dei disastri, sia sul piano di una considerevole occupazione lavorativa;

2) Il governo nazionale, sostenuto dal governo regionale della Sicilia ma non da quello della Calabria, ha stanziato ulteriori ingenti fondi per il Ponte sullo Stretto di Messina che, secondo alcuni calcoli, è già costato quasi 500 di milioni di euro senza che vi sia ancora neppure il progetto. Adesso il governo nazionale ha già stanziato 1,3 miliardi di euro e altri 1,2 intende stanziarli a breve, a fronte di un costo finale stimato in 6,3 miliardi;

3) A prescindere da come la si pensi sulla possibilità e/o utilità di realizzare il Ponte sullo Stretto, viene comunque generalmente condiviso il giudizio che la messa in sicurezza del territorio e delle infrastrutture primarie (strade, ferrovie, rete elettrica, ospedali, scuole, edifici pubblici, ecc) deve essere prioritaria rispetto alla ipotesi del Ponte, considerato oltre tutto che tale spesa, almeno nel breve e medio periodo, non garantisce alcun significativo ritorno occupazionale.

Impegna se stesso, il Presidente e l'Amministrazione a:

Attivarsi, con tutti i mezzi ritenuti utili, per chiedere al Presidente del Consiglio Berlusconi ed al Presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, la destinazione di tutte le somme già stanziate e/o previste per il progetto del Ponte sullo Stretto alla messa a punto ed esecuzione di un programma di prevenzione del dissesto idrogeologico, di messa in sicurezza e riqualificazione del territorio e delle infrastrutture della Sicilia e della Calabria e di tutta la provincia di Messina; mantenere la cittadinanza informata e coinvolta rispetto alle iniziative assunte e all'avanzamento o meno delle proposte".

 

                                                                           Il consigliere provinciale PRC                                                              

                                                                               Francesco Andaloro

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