Ente porto, eventi franosi e terminal crocieristico

Pubblicato il da ass. Il Patio

“Il problema non è Ente porto sì o Ente porto no, ma capire come tutelare al meglio gli interessi generali della città”. Così il presidente della Camera di commercio, Nino Messina,  durante la seduta del consiglio camerale svoltasi questa mattina.

Tra i punti all'ordine del giorno della riunione vi era proprio la problematica inerente l'Ente porto, sulla quale si è deciso di rinviare la discussione in attesa dei chiarimenti richiesti in merito dal Governo regionale. Nel corso della seduta, il presidente Messina ha, poi, posto l'accento sugli eventi franosi che ultimamente hanno prostrato la provincia peloritana, ricordando l'importanza della decementificazione, della pulitura dei torrenti e del ripascimento naturale della spiaggia. “La Camera di commercio deve fare in modo che questo territorio resista – afferma Messina – puntando molto sulla sua promozione. Non dimentichiamo che lo scorso anno è andato perduto il 6% delle imprese”.

E, a proposito di rilancio del territorio, il consigliere Saro La Rosa ha illustrato l'idea progettuale della Giunta camerale finalizzata alla trasformazione dei locali, di proprietà del Comune e gestiti dall'Ente camerale, occupati dai Magazzini generali e in disuso dal 1. gennaio. “In questo momento di crisi – dichiara La Rosa – è essenziale puntare su idee che aiutino a rilanciare lo sviluppo della città e della sua provincia. La città dello Stretto ospita circa 230 navi da crociera l'anno. E per il 2010 si attendono 400mila crocieristi. L'idea è quella di definire uno studio di fattibilità per realizzare un terminal crocieristico che serva anche da terminal per l'aeroporto e per la metropolitana del mare. Una struttura nella quale sarebbe altresì possibile esporre i nostri prodotti tipici, orientare i turisti nella scelta degli luoghi da visitare e, grazie allo spazio esterno, ospitare i pullman per il trasporto in provincia o oltre lo Stretto”. Durante la riunione sono intervenuti anche i consiglieri Emilio Lisciotto, Salvatore Sciliberto, Benito Santalco e Giovanni Calabrò.

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