Horcynus Festival: il programma in dettaglio
HORCYNUS FESTIVAL 2011
IX Edizione
«(Desideri/Utopie)… Libertà »
Parco Horcynus Orca (Capo Peloro, Me), 20 > 28 agosto 2011
Teatro di narrazione, percorsi di «musica nomade», rassegne cinematografiche, documentari, mostre fotografiche, seminari tematici. Sempre con lo sguardo rivolto verso il Mediterraneo : l’HORCYNUS FESTIVAL celebra la sua nona edizione, dal 20 al 28 agosto, al Parco «Horcynus Orca» di Capo Peloro (Me).
L’edizione 2011 dell’HORCYNUS FESTIVAL è dedicata al tema «(Desideri/Utopie)… Libertà » . Una fotografia in tempo reale di cosa sta accadendo nei Paesi del Mediterraneo che reclamano a gran voce nuove forme di democrazia in un anelito di libertà. E, allo stesso tempo, uno sguardo proiettato al futuro, agli scenari possibili, ai progetti concreti di econonomia sociale che nascono dalle esperienze dal basso. Il tutto mescolando meravigliosamente teatro e musica dal Sud del mondo, cinema e impegno sociale in uno scenario mozzafiato: lo Stretto di Messina, il luogo del mito di Scilla e Cariddi.
Sarà sempre un mito, rivisitato in maniera genialmente contemporanea da Peppino Mazzotta (l’ispettore Fazio del «Commissario Montalbano» in tv), uno dei momenti-clou dell’Horcynus Festival 2011: «Radio Argo», la piéce teatrale – in scena giovedì 25 agosto - in cui Mazzotta è al contempo attore e regista e che narra le gesta degli Atridi, prima e dopo la guerra di Troia.
E poi il cinema con le due sezioni «Mare di cinema arabo» e «Arcipelaghi della visione»: una finestra sulle produzioni cinematografiche e documentaristiche del sud-est del Mediterraneo, da un lato, e la scoperta di percorsi d’autore del cinema italiano ed europeo, dall’altro. Ogni sera, proiezioni a partire dalle 19.30.
Da segnalare, tra gli ospiti di questa edizione: il regista Pasquale Scimeca (sabato 20 agosto), in occasione della proiezione del suo lungometraggio «Malavoglia» e il film-maker siriano Mohammad Abdul Aziz (venerdì 26) , uno dei leader della rivolta contro il regime di Assad, autore della pellicola «½ Milligrammo di Nicotina» che sarà proiettata martedì 23.
Proprio le voci del mondo arabo, dalle piazze dell’indignazione dei Paesi in lotta per la democrazia (Egitto, Siria, Bahrein), saranno protagoniste della serata speciale di venerdì 26 agosto con una serie di interventi lucidi e appassionati, intervallati dalle letture di Peppino Mazzotta.
Nella stessa sera verrà consegnato il premio «Mare di Cinema Arabo» alla Royal Jordanan Film Commission, mentre il premio «Horcynus Orca» quest’anno sarà assegnato, la sera del 27 agosto, alla casa di produzione romana Zalab, i cui documentari saranno proiettati nel corso del festival.
Nel ricco programma dell’Horcynus Festival non poteva mancare la musica. O meglio la «musica nomade»: un viaggio tra le sonorità dei popoli per riscoprire le identità musicali del Mediterraneo, con i concerti di Alexian Group (20 agosto), Tom Donald con Giancarlo Parisi, Tanino Lazzaro e Luca Recupero (24), I Percussonici (27).
Sempre in direzione del Mare Nostrum, il seminario economico (in più sessioni) dedicato all’ambizioso progetto del network euromediterraneo della microfinanza e della finanza etica.
Infine, ma non ultimi, due eventi di grande rilevanza sociale: il racconto di come si possa superare l’esperienza delll’Ospedale Psichiatrico Giudiziario, attraverso la viva voce degli ex pazienti/detenuti (27 agosto) e la presenza durante tutto il festival dei ragazzi della rete Albachiara con un percorso sviluppato sui temi della democrazia partecipativa e della cittadinanza attiva.
Le rassegne cinematografiche dell’Horcynus Festival
Arcipelaghi della visione
a cura di Franco Jannuzzi
La rassegna “Arcipelaghi della visione” si ispira quest’anno al tema generale del Festival “Desideri Utopie e Libertà” che è anche il leit motiv che caratterizza le altre sezioni artistiche.
La scelta è ricaduta su film che lambissero tali tematiche, con una tensione che cerca però di reinterpretarle attraverso l’occhio del cinema, delle sue storie, dei suoi personaggi, che ne esaltano il senso in virtù di un linguaggio che è universale per definizione.
Il primo film ad essere proiettato sarà Malavoglia di Pasquale Scimeca (Italia, 2010), primo ospite dell’Horcynus Festival. Con la trasposizione dei « Malavoglia » ai nostri giorni Scimeca ci racconta la storia di una famiglia di pescatori costretta a combattere contro ogni sorta di avversità. Ci domandiamo insieme a Scimeca : ci si può ribellare a questa « condanna » alla povertà che accomuna tutti i Sud del mondo ?
Con We want sex (Gran Bretagna, 2010) Nigel Cole ci riporta alle rivendicazioni delle operaie inglesi della Ford che negli anni 60 sembravano vere e proprie utopie. La loro lotta di classe diventa lotta per una parità di retribuzione rispetto al maschio, sex equality.
Poi sarà la volta della pellicola di Marc Rothemund, Sophie Scholl - la Rosa Bianca (Germania, 2005), storia di una studentessa tedesca che col gruppo della « Rosa bianca » tentò di opporsi al nazismo ; il film ci restituisce una lezione, quella di Sophie, fatta di fede, di amore e soprattutto di libertà. Il suo non piegarsi ad alcun compromesso rende sublime il suo andare incontro alla morte. La libertà ad ogni costo, anche se il prezzo è la vita.
La donna che canta – Incendies di Denis Villeneuve (Canada, Francia, 2011) catapulta lo spettatore in un mondo intriso di odio, violenza, rappresaglie… una spirale che si autoalimenta. Spezzare questa spirale (questo il desiderio e l’utopia) col perdono, è la speranza, la catarsi finale de « La donna che canta », la storia di due gemelli alla ricerca di un’identità perduta che irrompe inaspettata.
In estrema sintesi : può accadere che un’utopia diventi un desiderio realizzabile che porti alla libertà ? Questo l’interrogativo che sembra percorrere l’intera sezione.
Ma non solo cinema; quest’anno a impreziosire la rassegna verranno proiettati dei documentari realizzati dalla casa di produzione Za Lab (Premio Horcynus Orca 2011) che raccontano storie apparentemente marginali che in ultima analisi divengono le storie di tutti.
Cinque opere in totale (Ju Tarramutu di Paolo. Pisanelli, A Sud di Lampedusa e Il sangue verde di Andrea Segre, Canzone per Amine di Alberto Bougleux, Carmine-voci da un quartire di Sara Zavarise), che compongono uno spaccato sociale dove la rassegnazione talvolta vince sulla speranza di tutti gli uomini. Dal terremoto dell’Aquila (in Ju Tarramutu, Italia, 2010) che diventa teatrino della politica e di imprenditori sciacalli che relegano sullo sfondo i terremotati, agli sbarchi dei clandestini a Lampedusa (A Sud di Lampedusa, Italia, 2006) a cui il regista cerca di restituire un’identità. Dalle violente manifestazioni dei braccianti africani a Rosarno del 2010 (Il sangue verde, Italia, 2010) alla tragedia delle sparizioni forzate in Algeria negli anni 90 (Canzone per Amine, Italia, Francia, Spagna, 2009). Ultimo documentario della casa di produzione Za Lab sarà Carmine – voci da un quartiere, Italia, 2007) che punta i riflettori sul quartiere del Carmine di Brescia, che negli ultimi decenni ha conosciuto rapidi cambiamenti dovuti all’aumento di residenti immigrati.
Ma non solo. Altri due documentari verranno proposti all’interno della rassegna: Archiviazione provvisoria (Italia, 2011) di Carmine Cicchetti (ospite della manifestazione insieme al produttore del corto, il regista Paolo Benvenuti), che documenta il ritrovamento, avvenuto nel 1994, dei 695 fascicoli d’inchiesta contenenti verbali sulle stragi compiute dai nazifascismi lungo la linea gotica; Mandela Dance (Italia, 2010) di Massimo Ghirelli (anche lui presente alla proiezione) un agile documentario che ripercorre la vita di Nelson Mandela.
Mare di cinema arabo
a cura di Erfan Rashid
“Non era velleità profetica, quando cinque anni fa abbiamo deciso di intitolare la prima edizione di questa rassegna “L'individuo … Il Cittadino e Le Frontiere”, bensì un attento sguardo a ciò che stava accadendo nel paesi arabi; ma anche un sogno, appunto un’ Utopia, che ha anticipato il big bang tanto atteso dai cittadini di questo lembo di terra estesa tra il Tigri e l'Atlantico: Il Mondo arabo. Una deflagrazione, talvolta violenta come in Libia ed oggi in Siria, ma comunque una deflagrazione che porta con sé il cambiamento e un nuovo mondo dove l'individuo e il Cittadino sono (o forse è) l'attore e il giocatore principale che decide le sorti delle cose delle cose”.
Queste le parole di Erfan Rashid, curatore della rassegna cinematografica “Mare di cinema arabo”, sezione che ogni anno ci offre uno spaccato coinvolgente quanto denso di significati sul mondo arabo. Una finestra che non cessa mai di stupire l’attento pubblico dell’Horcynus Festival e al cui interno si snodano quest’anno, in linea con il tema generale della IX edizione, storie di uomini e donne costretti da regimi miopi a scelte di vita talvolta disperate.
Come disperata è stata la fine del giovane ambulante disoccupato tunisino Mohammad Albuoazizi, di cui nessuno parla oggi, che ardendosi ha appiccato il fuoco nei palazzi delle dittature arabe e da lì a seguire la rivolta dei Cittadini a riempire le varie piazze e a compiere lo Tsunami che ha messo fine, e sta mettendo fine, a molte dittature arabe. Cambiamenti che probabilmente non porteranno a vere democrazie; ma di sicuro nessun governante arabo potrà mai, nel futuro, dimenticare che nel suo paese c'è un Albouazizi e milioni pronti a riunirsi nelle piazze, pronti a rimanerci fino alla caduta della dittature per poi ripulire la piazza alla fine di tutto, come hanno fatto i milioni di egiziani dopo l'abdicazione di Mubarak.
Da queste premesse la scelta dei film: il primo in programma sarà Cairo Exit del regista egiziano Hesham Issawi (Egitto, 2011); una storia d’amore tra una ragazza cristiana copta Amal e un ragazzo musulmano Tarek che sta progettando di lasciare l’Egitto su una barca clandestina diretta in Italia.
Poi sarà la volta del lungometraggio ½ milligrammo di nicotina del siriano Mohamed Abdel Aziz (Siria, 2009), uno dei leader della rivolta contro il regime di Assad; la pellicola restituisce uno spaccato della Siria d’oggi e delle sue tradizioni attraverso l’intreccio di storie tanto diverse tra loro quanto affini per paternità.
Tangled up in blue del giovanissimo regista iracheno Haider Rashid (Iraq, Italia, EAU, UK, 2009) ci racconta una storia di amore, morte, guerra, solitudine ma anche di amicizia; il tutto narrato lucidamente attraverso le vicende di un uomo, figlio di uno scrittore iracheno di fama mondiale, in lotta con la sua coscienza.
A seguire il film targato Kurdistan – Iraq Il Paese dei corvi di Hussein Hassan (2010) e Transit cities del giordano Mohammed Al Hushki’s (Giordania, 2010).
Anche la sezione Mare di cinema arabo prevede quest’anno la proiezione di diversi cortometraggi che scandiranno le serate del Festival.
Il teatro dell’Horcynus Festival
migrAzioni tra terre e mare
a cura di Massimo Barilla
“MigrAzioni tra terre e mare” vuole essere una finestra dedicata al teatro di innovazione di alto profilo, in cui si intende privilegiare la contaminazione dei diversi linguaggi propri delle arti performative, e creare occasioni di confronto tra esse e il cinema, su temi, forme, modalità narrative.
I contenuti sono orientati soprattutto ai temi fondanti dell’area in cui si svolge, lo Stretto, punto nodale e di dialogo costante tra terra e mare. Il mito, il viaggio, la centralità del Mediterraneo, l’impegno civile i principali riferimenti.
Protagonista assoluto del programma teatrale dell’Horcynus Festival 2011 sarà Peppino Mazzotta con lo spettacolo Radio Argo (giovedì 25 agosto alle 21,30). Alla sua seconda prova come regista, Mazzotta riscrive con quest’opera l’Orestea, l’unica trilogia superstite della tragedia greca. Lo spettacolo si articola in tre fasi distinte che convergono una nell’altra: la prima riguarda direttamente il testo, scritto dal poeta e drammaturgo napoletano Igor Esposito; la seconda fase è il frutto di un’attenta progettazione dell’ambiente sonoro ad opera del musicista e sound designer Massimo Cordovani; l’ultima fase vede coinvolti i video artisti Fabio Iaquone e Luca Attilli che elaboreranno una composizione di video-istallazioni a punteggiare lo spettacolo.
Radio Argo racconta, attraverso un linguaggio che rielabora i temi dell’Orestea in chiave contemporanea senza scivolare in una forzata attualizzazione, quelle vicende degli Atridi che ruotano intorno alla guerra mossa dagli Achei contro la città di Troia. Le voci di Ifigenia, Egisto, Clitennestra, Agamennone, Cassandra e Oreste si rincorrono e si dispiegano come in una danza di fantasmi che per 70 intensissimi minuti ritornano in vita rappresentando l’eterno scontro tra la bestemmia malata del potere e il melanconico canto di redenzione di chi il potere allontana.
Il 26 agosto Peppino Mazzotta tornerà in scena per delle letture (pagine estratte dalla tradizione letteraria del Mediterraneo) che intervalleranno le voci che in tempi recenti si sono levate dal mondo arabo nelle cosiddette piazze dell’indignazione per rivendicare diritti, democrazia e un moderno senso di cittadinanza; voci dall’Egitto, dal Bahrein e dalla Siria risuoneranno per l’occasione a ulteriore testimonianza di un terremoto politico che sta cambiando, in modo improvviso quanto inaspettato, il volto del sud del mondo.
La musica dell’Horcynus Festival
Musica Nomade
Etno-music all’Horcynus Festival
a cura di Giacomo Farina
Il consueto appuntamento con l’etno-music all’ Horcynus Festival, porta la firma quest’anno degli Alexian Group, del quartetto Donald-Parisi-Lazzaro-Recupero (produzione Horcynus Festival da un’idea di Giacomo Farina) e il concerto della band catanese Ipercussonici.
La musica è nomade per definizione. Non ha bisogno, per spostarsi, di passaporti né di permessi di soggiorno e ancor meno di scafisti criminali o leggi per “regolamentare l’immigrazione”. E’ trasversale alle divisioni geografiche e politiche. Non ha bisogno di appartenere ad una religione, la musica, per cantare la grandezza di Dio. La prima forma di comunicazione inventata dall’uomo, la più ancestrale, non ha bisogno di tecnologia per spostarsi, basta una pelle tesa, una canna con dei fori, una corda in tensione e il messaggio arriva: parla di uomini e donne, delle stagioni della vita, dei sogni di bambini, parla con linguaggio universale non codificato ma intuito da tutti. Ci rammenta che esiste un unicum culturale, nel quale gli uomini, seppur diversi nella razza, nella lingua e nei costumi, si riconoscono appartenenti ad un’Unica Radice che, partendo dall’Africa, si dirama in tutte le terre portando in esse linfa vitale ma da esse stesse – e questa è la sua unicità – trae altra linfa in un continuum dinamico ed equilibrato appena scalfito dai fatti dell’uomo. La Musica, prima ancora dei costumi, degli idiomi, delle leggende, è il fiore più vistoso della Radice Unica, che ancora resiste alla pressione culturale del consumismo occidentale e che, anzi, da esso trae spunto per rivitalizzarsi. Com’è nello spirito primitivo del nomadismo.
Alexian Group, 20 agosto ore 23,15
Alexian Spinelli è un fisarmonicista e cantautore di fama internazionale grazie al suo impegno a favore della cultura zingara; sarà proprio la sua band, gli Alexian Group, ad aprire la sezione musicale Musica Nomade con un concerto in chiave di percorso musicale e canoro in lingua romanì impreziosito da racconti e spiegazioni.
Tom Donald con Giancarlo Parisi, Tanino Lazzaro e Luca Recupero, 24 agosto ore 23,15
Il concerto in programma nella serata del 24 agosto nasce da un’idea di Giacomo Farina ed è interamente prodotto dall’Horcynus Festival; una fusione di culture e stili musicali all’apparenza improbabile (per diversità e formazione dei quattro componenti) che incuriosisce per i risultati che tale performance potrebbe produrre. Tom Donald (compositore australiano ma londinese di adozione, realizzatore della colonna sonora del film di Haider Rashid Tangled up in blue), Giancarlo Parisi (fiatista messinese re-inventore della zampogna a paro “cromatica”), Tanino Lazzaro (fisarmonicista co-fondatore della storica folk-band milazzese “Taverna Milaensis”) e Luca Recupero (fra i pochi suonatori al mondo di marranzano elettronico) saranno i protagonisti assoluti della seconda serata.
Ipercussonici, 27 agosto, ore 22,45
L’ultimo concerto dell’Horcynus Festival è frutto di un sound iper, percussivo, sonico, e sembra nascere dalla potenza primordiale della rovente lava etnea; loro si chiamano, appunto, Ipercussonici, catanesi di origine e uno dei gruppi più vitali e battaglieri venuti fuori in questi ultimi anni. Abili nel pescare dalle tradizioni (generando un abile mix di suoni antichi re-indirizzati verso logiche futuristiche) riescono a confondere perfettamente un marranzano elettrico con un didjeridoo, un tamburello con un dum dum, fino a raggiungere una perfetta fusione di drum&bass acustico, tradizione ed Etna groove.
Seminario Internazionale sulla Microfinanza e Finanza Etica nel Mediterraneo
(23-24-25 agosto)
Un seminario internazionale per dare sostanza all’ambizioso progetto che prevede, per il futuro prossimo, la creazione di un network della Microfinanza e della Finanza Etica nel Mediterraneo. L’evento, articolato in più giorni, è stato organizzato dalla Fondazione Horcynus Orca in collaborazione con SEFEA (Società Europea di Finanza Etica ed Alternativa) e SIDI (Solidarietà Internazionale per lo Sviluppo e l’Investimento) per pianificare uno strumento operativo, coopmed, che avrà il preciso obiettivo di sostenere importanti progetti sociali nei sud d’Europa e del Mediterraneo.
(in allegato il programma dettagliato dell’evento)
Mostre, Istallazioni
Germano Cucinotta/Mauro Mondello No Hope – Voci dal nulla
Venerdì 26 agosto alle ore 18e30, avrà luogo in una sala del settecentesco complesso monumentale “Torre degli Inglesi” l’inaugurazione della mostra fotografica di Germano Cucinotta e Mauro Mondello “No Hope – Voci dal nulla”.
Immagini raccolte fra marzo e giugno del 2011 al confine tra Tunisia e Libia, precisamente nel campo profughi di Shousha ed al posto di frontiera di Ras Jdir, i luoghi in cui dallo scorso febbraio ad oggi più di 900.000 profughi provenienti da tutta l'Africa, hanno cercato riparo in fuga dal conflitto libico.
Sono scatti che ritraggono ciò che non è possibile spiegare con le parole, ciò che forse nemmeno la visione stessa riesce a completare; quel senso d'impotenza, di disperazione, con cui si trova costretto a convivere qualsiasi essere umano trascinato di fronte al dramma della guerra.
E' anche per questo che per definire gli scatti realizzati i due autori hanno scelto il termine “istantanee”; un tentativo di contrastare, dal punto di vista formale, l'idea di una fotografia intesa come “stasi insolente e straziante”, una caratteristica dell'immagine che non appartiene alla condizione del profugo, alla sua drammatica transitorietà.
Le persone. Sono loro, con le storie che raccontano, a rimanere impresse più di qualsiasi altra cosa, a ricordarci che dietro ogni guerra, dietro ognuno dei trentaquattro conflitti in corso in questo momento nel mondo, c'è un'umanità di uomini e donne, uguali e diversi ad ognuno di noi.
«Del senso d'ingiustizia, d'impotenza, provato di fronte alle centinaia di profughi incontrati, sono probabilmente intrise le istantanee raccolte in questa mostra, un progetto che è nato da una necessità, quella di rappresentare il meglio possibile la dignità di tutti coloro che abbiamo incontrato nei giorni passati al confine fra Tunisia e Libia, quella di provare a spiegare, almeno un po', come vanno davvero le cose a pochi chilometri da casa nostra, proprio di fronte a noi».
Tra le ultime acquisizioni della Fondazione Horcynus Orca (che ad oggi vanta un patrimonio artistico tra i più interessanti esistenti in Italia) una scultura dell’artista siriano Ahmad AlaaEddin e un importante dipinto dell’artista egiziana Amal Kenawy.
Nermine Hammam, I dimenticati – The forgotten ones –
Rimane aperta al pubblico la mostra fotografica di Nermine Hammam – “I dimenticati – The forgotten ones” – inaugurata il 21 giugno 2009 in occasione di una tre giorni organizzata dalla Fondazione Horcynus Orca, evento dedicato alle arti, ai diritti degli immigrati e delle persone con problemi psichiatrici. In quella occasione alla presenza di Nermine Hammam sono state esposte per la prima volta in assoluto una ventina di immagini realizzate fra il 2008 e il 2009 dalla fotografa e artista egiziana nel manicomio del Cairo. Immagini “artistiche” attente alla bellezza dei passaggi e alla composizione delle forme ma portatrici di sconvolgenti contenuti di dolore e di abuso; immagini che ci riportano con drammatica evidenza alle oscure memorie dell’Italia pre-basagliana.
Il Festival per i Giovani
Albe Mediterranee
Dal 25 al 27 Agosto 2011, in pieno svolgimento del Festival, si terrà il primo appuntamento di Albe Mediterranee, una tre giorni di incontri, laboratori e approfondimenti tematici organizzati nell’ambito dell’Horcynus Festival che avrà come protagonisti i giovani della rete nazionale di Albachiara. L’ evento, finanziato all’interno delle iniziative previste dal progetto «Albachiara, giovani in viaggio per una società responsabile», offrirà ai partecipanti l’opportunità di approfondire tematiche quali la democrazia, la partecipazione, l’economia e lo sviluppo umano in linea con il tema che è alla base del progetto culturale di questa edizione del Festival: i Desideri, le Utopie, le Libertà.
(in allegato la brochure dell’evento)
Eventi omaggi
(21-28 agosto)
Anche quest’anno l’Horcynus Festival ospita alcuni eventi gratuiti complementari alla manifestazione. Il primo è un film del regista messinese (ma residente in Francia da dove dirige la compagnia L’arlequin de l’esprit che opera nelle periferia di Parigi) Eros Salonia dal titolo Bruno e il mare (Italia, 2010) che sarà proiettato domenica 21 agosto alle 19,30. Per la realizzazione di "Bruno e il mare" ci si è avvalsi, tra gli altri, della collaborazione con il Centro d’arte e terapia Camelot di Messina, tentando l’esperienza unica di rendere protagonista assoluto un ospite del centro, Bruno Pulicicchio, che la telecamera ha colto nella sua ricchezza umana, scoprendo in lui un professionista senza confronti, capace di trovare una dimensione creativa che non potrà non commuovere chi guarda l’arte con onestà. Co-protagonista della pellicola, l’attrice messinese Mariapia Rizzo che sarà presente alla proiezione.
Un evento del Circuito del Mito della Regione Siciliana chiuderà questa edizione dell’Horcynus Festival domenica 28 agosto; uno spettacolo di musica, teatro e danza del poeta greco Ghiannis Ritsos dal titolo Le vecchie e il mare per la regia di Biagio Guerrera e Daniela Orlando e le musiche originali di Giovanni Arena. In questa corale del grande poeta greco Ghiannis Ritsos si alternano le voci di sette vecchie donne che salutano il loro mondo, fatto di mare, di cielo, di vento, di lavoro, d'amore, di attesa e cura dei loro uomini-mariti/figli/nipoti... ed è un coro, quello che riecheggia, che accomuna idealmente tutte donne delle diverse isole del Mediterraneo. Donne di un mare oggi in brutale trasformazione, distinte per lingue ma vicine nella materialità di una vita tutta plasmata sui ritmi della pesca. In scena saranno presenti tre tra le più valide interpreti della nuova vocalità femminile siciliana, Simona Di Gregorio, Miriam Palma, Matilde Politi, un trio di clarinetti sempre al femminile e l'Orchestra da camera "Catania Musica".
I Premi Horcynus Orca
Venerdì 26 ore 22.15
Il “Premio Mare di cinema arabo” verrà assegnato quest’anno alla Royal Jordanan Film Commission. Premiazione che precederà le voci dalle Piazze dell’indignazione, con testimonianze dall’Egitto, dalla Siria e dal Bahrein.
Sabato 27 ore 22.00
La Fondazione Horcynus Orca assegna annualmente il “Premio Horcynus Orca” ad una personalità di livello internazionale che si è distinta in campo cinematografico e politico-sociale.
Il premio Horcynus Orca quest’anno va alla casa di produzione e distribuzione Za Lab. I documentari prodotti raccontano storie apparentemente marginali che diventano le storie di tutti gli uomini. Za Lab realizza anche laboratori di video partecipativo con chi normalmente non ha possibilità di esprimersi con la telecamera e in contesti di marginalità geografica e sociale. Un significativo riconoscimento di affinità con l’Horcynus Festival.
Location
Gli eventi dell’Horcynus Festival si terranno tutti a Messina, nell’area di Capo Peloro presso la sede del Parco Horcynus Orca.
Ospitalità
I giornalisti che intendono seguire il Festival saranno ospiti della Fondazione.
Per informazioni:
Ufficio stampa e pubbliche relazioni Horcynus Festival 2011:
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