Incarichi e partitocrazia

Pubblicato il da ass. Il Patio

     La proroga al 31 ottobre 2011 di tutti gli incarichi di consulenza assegnati dal presidente della Regione siciliana per l'emergenza nelle zone colpite dall'alluvione dell'1 ottobre 2009 ha molti complici.
Complici, ovvero, per avere condiviso una scelta e, certamente, suggerito o proposto i nominativi effettuando scelte e adottando criteri assolutamente soggettivi.
Complici perchè quelle risorse necessarie per pagare gli incarichi sono risorse tratte dai fondi destinati alla sicurezza delle popolazioni alluvionate. Una spesa complessiva annua di 396 mila 690 euro, che raggiunge la cifra di 793 mila 580 euro se si tiene conto della durata biennale.
Ma è proprio la durata iniziale ( un anno ) e la proroga ( ancora un anno ) che i professinisti hanno prima avuto e successivamente ottenuto che stride con l'oggetto degli incarichi.
Un elenco di temi che sono una sommatoria di specializzazioni e una sovrapposizione di obiettivi enunciati. Di una genericità sconcertante.
Obiettivi che in modo elastico possono riguardare l'mmediatezza dell'intervento oppure la quotidiana gestione del territorio.
Tutto coordinato dalla Protezione Civile? E perchè ciò non poteva essere fatto dal Genio Civile opportunamente integrato delle necessarie professionalità?
E' quindi la strategia dell'intervento deciso dal Commissario – Presidente che scandalizza e non solo la certamente non indispensabilità di tanti incarichi. O anche i collegamenti con imprese e studi professionali in evidente conflitto d'interessi.
La messa in sicurezza dell'area alluvionata, la prevenzione delle frane, la mitigazione dei rischi geomorfologici etc. avrebbe presupposto un metodo e una visione assolutamente contrarie a quella della spartizione degli incarichi. Un metodo,quest'ultimo,che offende le vittime del fango e gli abitanti delle zone colpite.
Un metodo che però non ha offeso certamente i rappresentanti della partitocrazia regionale. Un metodo che furbescamente garantisce il silenzio di tanti. Ma non tutti siamo complici.

     

                                                                                     Saro Visicaro
                                                                    presidente associazione radicale
                                                                                Leonardo Sciascia

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