Italiani all'estero, Da Londra: La crisi del centro-destra Italiano, l’Europa e il PPE
L’arch. Luigi Billè, lo scorso sabato, alle ore 14:00, presso The Union Tavern PUB a Londra e alla presenza di un piccolo gruppo di partecipanti, ha organizzato il primo di una serie di eventi che hanno come riferimento essenziale la politica Italiana e le politiche Italiane mirate per gli Italiani all’estero. L’evento di Sabato ha avuto come soggetto “la crisi del centrodestra Italiano, l’Europa e il PPE”. Anno partecipato come relatori principali L’Ing. Alberto Bertali (PDL) CEO Candy-Hoover, il Cav. Vincenzo Zaccarini (FLI) noto imprenditore, Michele Bellabarba presidente dell’associazione EuropAssociation e Stefano Fugazzi Fondatore del Circolo Amici Miei. Il titolo di questo primo seminario è stato scelto da Billè con un pizzico di provocazione con riferimento alla rottura non soltanto del PDL, dopo il fatidico 22 aprile e la mancata spallata finiana del 14 dicembre scorso, ma ancor prima con la fine della legislatura del 2006 e la rottura dei moderati del centro popolare, rappresentato da Casini, che hanno determinato la definitiva alienazione di un polo unico di centro destra.
Infatti dopo il 14 Dicembre sembrano essersi delineate due anime di centrodestra, entrambe alla ricerca di una propria identità e appropriata legittimazione culturale, politica e sociale. Da un lato il PDL con la Lega Nord e dall’altro il cosiddetto Terzo Polo che di là di qualche proclamo demagogico si propone come centrodestra in alternativa a PDL e Lega.
In tal senso, si pone la necessità di ricercare una svolta per il superamento di questa condizione di crisi in cui tergiversa il centrodestra Italiano non soltanto nella sua posizione nazionale,ma anche in Europa attraverso l’appartenenza al Partito Popolare Europeo (PPE) cui tutto il centrodestra Italiano, nel suo stato di conflitto, ambisce come riferimento. Certamente tra tante ombre, dubbi, anomalie e paradossi sembra che per il berlusconismo sia arrivato il ‘game over’ e anche se così non fosse è necessario che tutto il centrodestra cerchi di avviare una riflessione pacata e pragmatica sul dopo Berlusconi per cercare di non invertire in un prossimo futuro il senso di forza e spessore politico che l’attuale centrodestra detiene contro il centro sinistra nei confronti dell’elettorato Italiano.
Ancor più complessa è la condizione del centrodestra degli Italiani all’estero, particolarmente nella circoscrizione Europa, inabile a rispondere alla supremazia schiacciante del centro sinistra, supportata da tutta una miriade di sindacati-patronati che alimentano il controllo dell’elettorato Italiano all’estero attraverso pratiche elettorali d tipo clientelare e in alcuni casi illecite. In tale condizione un centrodestra diviso non fa nient’altro che rafforzare non soltanto il centro sinistra ma potrebbe anche rafforzare a limiti di preoccupazione i partiti minori come l’IDV.
Su tali indicazioni sono state esposte le opinioni dei vari relatori. L’ing. Bertali attraverso un approccio piu olistico e moderato ha sostenuto che la crisi del centro destra, particolarmente al di fuori dei confini nazionali, è minore di quella percepita e ciò è stato dimostrato dai risultati delle ultime elezioni che ha visto il centro destra Italiano primeggiare sul centro sinistra anche se in Europa si è verificato il contrario. Bertali ritiene che questa crisi del centro destra sia più un’amplificazione montata dai mass media che una realtà.
Il Cav. Vincenzo Zaccarini con la sua relazione ‘Berlusconi sì - Berlusconi no’, ha evidenziato come i canoni politici tanto decantati dal premier quali la rivoluzione liberista e liberale sono mancati e disattesi. A ciò il Cav Zaccarini ha aggiunto come l’attuale immobilismo parlamentare e la crisi strutturale sia la conseguenza dell’uso personale delle azioni parlamentari per risolvere i suoi problemi facendo riferimento ad un articolo di Severgnini recentemente pubblicato sul Corriere della Sera.
Interessante lo spunto degli ultimi due relatori. Michele Bellabarba ha evidenziato un elemento di fondamentale importanza, come notato dall’’arch. Billè, ovverosia la mancanza all’interno del Partito Popolare Europeo (PPE), costituito da gruppi nazionali ben definiti, di un partito unitario italiano o una coalizione di partiti coesi che possano contrattare l’interesse del Centrodestra Italiano all’interno del parlamento Europeo. In altre parole, Bellabarba ha rilevato il paradosso del centro destra Italiano con un'anima al governo e una all’opposizione che si riflette, a suo avviso, negativamente anche all’interno del PPE.
Stefano Fugazzi ha fatto notare ai presenti, riportando le fonti di Wikileaks, che dietro alla rottura tra Berlusconi e Fini ci sia la CIA. Dopo aver introdotto per sommi capi i capisaldi della "cultura berlusconiana", ha pure evidenziato, secondo la sua opinione, che anche lo stesso Fini abbia contribuito - nell'arco degli ultimi 18 anni - a demolire la cultura di destra sostenendo che non si tratta di fantapolitica o di strampalati complotti. È lo stesso ex ambasciatore statunitense in Italia, Ronald Spogli, a svelarci il segreto di Pulcinella: “Non siamo certo noi americani che vogliamo vendere energia all’Italia, ma non vogliamo che l’Italia dipenda dalla Russia come una colonia; e non vogliamo che la Russia incassi una somma di denaro di dimensioni mostruose, che poi Mosca converte direttamente in armamenti militari”. Gli USA temono, infatti, che la Russia e la Libia possano destabilizzare il mercato energetico. E l'asse Roma-Mosca-Tripoli deve essere smantellato. Ad ogni costo. E` per tale ragione che Fugazzi ritiene che l’America abbia sostenuto Fini nella rottura contro Berlusconi.
A seguito delle relazioni, si è svolto un dibattito interessante tra i presenti che ha vivacizzato l’atmosfera; insomma, per qualche ora, come sostenuto da Billè, si è parlato di politica vera e partecipativa. Con questo seminario si è cercato di analizzare le fondamentali cause di questa crisi del centrodestra italiano e si è cercato di dare qualche risposta che, per quello che possa valere e anche se da fantapolitica, si spera possa almeno contribuire a mettere un mattone nella ricostruzione di un centrodestra italiano unitario e coeso.
Italia chiama Italia