L'on. Germanà sul commissariamento dell'IACP

Pubblicato il da ass. Il Patio

La notizia non suscita stupore né desta clamore, ma ne scaturisce un sentimento di amara consapevolezza che si nutre di condivise e fondate preoccupazioni, inquietudini e turbamenti, in seguito all’annuncio dell’ennesimo commissariamento di un Ente “messinese”, e cioè dell’Istituto Autonomo Case Popolari, privo del suo ordinario organo di gestione da più di due anni.

Si consuma l’ennesimo passaggio di testimone nella staffetta che sta delegittimando Messina e la sua classe politica e dirigente, da La Face a Santoro, da Santoro a La Face, dalla padella alla brace e viceversa, per carità, nulla da eccepire sulla professionalità e serietà dei due tecnici, persone di indubbio valore, ma la politica risulta essere latitante.

Non possiamo restare inermi e permettere che si esaurisca anche l’ultima fiammella di democrazia, infatti, senza il minimo riguardo per la legge, non hanno neanche ritenuto di doversi adeguare al dispositivo recato dalla sentenza del TAR di Catania emessa il 2 aprile 2010, con la quale si dispone di nominare, nel più breve termine possibile, il Consiglio di Amministrazione dello IACP di Messina, considerando questo breve termine inferiore alla prefissata scadenza del 31 maggio 2010, oggi veniamo a conoscenza che sarà designato un nuovo (o vecchio) commissario.

D'altronde che cosa ci si poteva attendere dal Presidente Lombardo e dal suo Governo che ha paralizzato non solo l’attività politica, ma deviando dal dominio della legge ha immobilizzato, in toto, la Sicilia?

Un Governo nato da un ribaltamento demagogico e da un’alterazione della volontà popolare, e frutto di una pseudo e innaturale alleanza siglata tra un Partito Democratico in balia della sua stessa rovina ed abbandono, e i cosiddetti “ribelli” del PDL.

E che dire dell’On.le Carmelo Briguglio, sponsor di La Face, che avalla le ormai consuete e usuali scelte commissariali di Lombardo? La legge in questo caso è sempre uguale per tutti?

Cosa pensano i cittadini di Messina di un deputato che a Milazzo si è schierato ufficialmente contro il suo Partito, dipingendo un PDL da lui definito “vecchio” e poi, senza nessuno spirito di riconoscenza né di lealtà verso il Partito che lo ha accolto e tra le sue fila lo ha fatto eleggere, occupa il suo comodo scranno a Montecitorio.

Dobbiamo forse rimpiangere la Democrazia Cristiana, Partito all’interno del quale vigeva il rispetto delle regole alla luce del principio della “dura lex, sed lex”?

No. Mai. Il PDL è un grande Partito e chi sbaglia paga!!..perchè la “nemesi” è solo questione di tempo e non necessita di commissari ma solo di giustizia, equità, onestà e fedeltà, valori del tutto sconosciuti sia al Presidente Lombardo che agli opportunisti che gravitano intorno a lui ed a quello che a rigore può essere ribattezzato “il sistema Lombardo”.

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