L'Università di Messina, acquista alcune lettere scritte da Giovanni Pascoli dopo il terremoto di Messina

Pubblicato il da ass. Il Patio

L’Università di Messina ha effettuato un acquisto degno di nota. Sono state comprate alcune lettere risalenti ai periodi immediatamente successivi al tragico terremoto che nel 1908, in 37 secondi distrusse le città di Messina e Reggio Calabria. A redigerle fu uno dei più importanti esponenti della storia della letteratura italiana, Giovanni Pascoli.

L’asta è stata organizzata dalla Bloomsbury Auctions e si è tenuta a Roma, dove il Direttore Amministrativo, l’Avvocato Giuseppe Cardile, ha rappresentato l’Università degli Studi. Le lettere erano stimate fra i 13 e i 14 mila euro.

In queste missive, il prestigioso autore raccontò il suo dolore scaturito dai danni causati dal potente sisma del 28 dicembre e la nostalgia dovuta alla lontananza da quella città nella quale, durante gli anni di docenza alla cattedra di Letteratura Latina dell’Ateneo, accumulò ricordi e esperienze che influenzarono la propria poetica.

I destinatari delle lettere d’alto pregio, sono due uomini di cultura: il poeta palermitano, referente di Giovanni Pascoli durante gli anni di insegnamento a Messina, Virgilio La Scola e il direttore del Museo del Risorgimento di Bologna, Fulvio Cantoni. Dopo il terremoto, La Scola aggiornava costantemente il poeta decadente sulle sorti dei suoi ex colleghi.

In una di queste lettere l’autore ha descritto, con queste parole, il dolore che gli causò la tragedia: “I due panorami di Messina sono lì, incorniciati, in una parte al mio fianco; le atroci fotografie del disastro sono poco di sotto, e ogni tanto ci vado a pascere la mia tristezza”.


Le esperienze scritte dal letterato in questi suoi racconti epistolari (diciotto pagine di lettere) si rifanno all’esperienza da docente praticata all’Università di Messina a cavallo fra la fine ‘800 e i primi anni del ‘900.

Dall’ufficio stampa dell’Ateneo messinese è stato comunicato l’entusiasmo del Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, Professor Vincenzo Fera, il quale ha definito queste lettere “un elemento importante per il recupero di una memoria storica da ancorare alla realtà della ricerca militante di oggi”. Secondo il Preside, “l’Università di Messina ha la necessità di riappropriarsi del proprio passato, inesorabilmente cancellato dal terremoto”.

                                                                                                                               Alessio Testa

Pubblicità

Con tag cultura

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post