Lettera aperta, della Congregazione Figlie del Divino Zelo, all’Amministrazione comunale ed alla cittadinanza: quella rotatoria “benedetta”

Pubblicato il da ass. Il Patio

rotatoria-benedetta.jpegUna rotatoria per rilanciare il turismo socio-religioso della nostra città.

La nostra congregazione, fondata da Sant’Annibale e impegnata sul territorio nella valorizzazione dei luoghi dell’amato Padre intende, con la presente, mettere a conoscenza dell’opinione pubblica di una lentezza burocratica dell’Amministrazione comunale che, di fatto, impedisce l’afflusso e la permanenza di migliaia di pellegrini nella nostra città.

Ci riferiamo alla realizzazione di una rotatoria (“benedetta”) che allargando la strada comunale, in un punto, che dalla strada panoramica porta al centro di Faro superiore, e che permetterebbe ai pullman gran turismo di poter raggiungere la nostra casa di Guardia a Faro Superiore, luogo di morte di Sant’Annibale e sede di una moderna e attrezzata struttura ricettiva.

Il progetto, già inserito nel piano triennale delle OO.PP. necessita solo di una valutazione geologica per essere “cantierabile” e quindi accedere ai bandi europei, a costo zero, dunque, per le casse comunali.

La casa di Guardia, nel territorio di Faro Superiore, è solo una delle strutture delle Figlie del Divino Zelo. Una presenza storica  a nord della città che trova le sue origini nell’antico quartiere Tirone dove insistono la Chiesa dello Spirito Santo e la Casa Madre della Congregazione (diffusa, oggi, nei cinque continenti) e l’Istituto Scolastico Paritario che educa i giovani dalla sezione Primavera sino ai Licei Artistico e Scientifico.

La Congregazione interessata alla promozione sociale ed economica della città si è già esposta finanziariamente con investimenti propri ed è impegnata in un ulteriore sforzo finanziario a supporto dell’accoglienza di gruppi di pellegrini di tutto il mondo, che studi di settore considerano tra 15  e 20 mila presenze.

La Congregazione chiede, dunque, all’Amministrazione comunale di sbloccare l’impasse burocratico, effettuando le valutazioni necessarie (per permettere l’accesso ai fondi europei) e, al contempo, di vincolare i terreni di proprietà della Congregazione, per evitare speculazioni edilizie su quello che potrebbe diventare un’importante struttura ricettiva al servizio dei pellegrini e dei familiari dei degenti del vicino ospedale “Parpardo”, nell’interesse generale della comunità cittadina.

Cari saluti Suor Daniela Pilotto FdZ

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