Lettera del Comitato Pendolari dello stretto al Presidente Napolitano
Sig.Presidente della Repubblica,oggi Lei si trova nella nostra amata terra,a testimonianza che lo Stato è presente e vigile,nella provincia che ha scritto una nera pagina di Storia,per quanto accaduto ai nostri più sfortunati fratelli.
Rosarno,non è tutta ‘ndragheta,si è lasciata condizionare dalla paura,non è stata obiettiva.
Anche noi Pendolari dello stretto,a pari dei migranti,viviamo delle realtà similari.
1) Le Istituzioni Locali,conoscono il degrado della mobilità nello Stretto, però non intervengono.
2) Gli utenti che devono attraversare lo Stretto,vengono sfruttati al pari del “caporalato” di Rosarno ,dalle imprese di navigazioni,che prive di concorrenza,tendono delle trappole agli utenti,tale imprese sembrano abbiano formato un “cartello” ai danni degli abitanti dell’area dello stretto.
Sig.Presidente, sia i cittadini onesti di questa terra tanta tribolata,che i cittadini tutti dell’Italia intera che sentono,ancora oggi,i valori fondanti della Nazione,si rivolgono a Lei,sicuri di interpretare sentimenti unanimi di equità ,esortandolo ad astenersi dal porre la Sua firma al cosiddetto “processo breve”.
Soprattutto Noi abitanti di questa difficile terra abbiamo bisogno di sapere,che nessun cittadino italiano è più eguale dell’altro di fronte alla Legge.
Il comitato pendolari dello stretto
Pietro Interdonato
Reggio Calabria 21.01.2010