Libero Gioveni: Verifica dell’applicabilità della sentenza n. 238 del 16 Luglio 2009 della Corte Costituzionale relativa alla possibile presenza dell’IVA nella TARSU con conseguente rimborso.
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PREMESSO:
· CHE la Corte Costituzionale, con sentenza n. 238 del 16 Luglio 2009, pubblicata il 24 Luglio 2009, ha messo definitivamente la parola “fine” sulla diatriba che poneva l’interrogativo se la TIA (Tassa di igiene ambientale) e la TARSU (Tassa sull’asporto dei rifiuti solidi urbani) fossero da considerare dei reali tributi o più semplicemente dei corrispettivi per un servizio ricevuto;
· CHE tale sentenza ha stabilito che i pagamenti sulla raccolta dei rifiuti solidi urbani, sia nella versione TIA che nella versione TARSU, sono a tutti gli effetti dei tributi e, conseguentemente, l’eventuale imposizione dell’IVA da parte dei Comuni o degli ATO (con aliquota agevolata del 10%) è da considerarsi illegittima proprio perché concettualmente non è affatto ammissibile l’imposizione di una tassa su un’altra tassa;
· CHE si intendono chiarire alcuni passaggi amministrativi legati alla procedura per l’eventuale richiesta di rimborso e cioè che:
1. il Comune avrebbe 90 giorni di tempo per rispondere alle eventuali istanze di rimborso, diversamente varrebbe il cosiddetto principio del “silenzio diniego”;
2. tali istanze (volte ad ottenere il rimborso dell’IVA degli ultimi 10 anni) si possono presentare fino al 24 Luglio 2011;
3. se Palazzo Zanca non dovesse riconoscere la sentenza della Corte Costituzionale e quindi dovesse negare il rimborso o addirittura non rispondere, i contribuenti possono presentare un ricorso direttamente alla commissione tributaria provinciale (avvalendosi di un legale se il valore della causa risultasse superiore a 2.582,28 euro);
4. per presentare ricorso alla commissione si avrebbero poi 60 giorni di tempo a partire dal giorno in cui si riceverebbe la risposta negativa da parte dell’Ente o dalla scadenza del termine di 90 giorni dalla presentazione della richiesta di rimborso;
§ CHE fra molti cittadini regna attualmente tanta confusione in riferimento alla sentenza in oggetto, specie perché anche nel campo della giurisprudenza permangono forti dubbi sull’eventuale esecutività della stessa sentenza nella città di Messina.
CONSIDERATO:
§ CHE codesta amministrazione comunale si è “intestardita” quest’anno a richiedere con la TARSU anche il pagamento del balzello di 5,88 euro per le spese di notifica, ma che ancora non ha affatto chiarito se ci siano o meno i presupposti affinché la sentenza in oggetto possa riguardare anche il Comune di Messina;
§ CHE se dovesse essere accertato e dimostrato che all’interno della TARSU corrisposta dai contribuenti messinesi dovesse essere “celata” anche l’IVA, un’eventuale rimborso, oltre che essere legittimo, rappresenterebbe di certo anche una buona “boccata d’ossigeno” per tante famiglie che non riescono purtroppo ad arrivare a fine mese.
Tutto ciò PREMESSO e CONSIDERATO, il sottoscritto consigliere circoscrizionale
I N T E R R O G A
le SS.LL. in indirizzo al fine di conoscere:
1. se intendano al più presto fare CHIAREZZA sulla sentenza n. 238/2009 della Corte Costituzionale, esplicitando gli eventuali aspetti giuridici che potrebbero riguardare anche i contribuenti messinesi;
2. se intendano valutare la possibilità, dopo aver richiesto un eventuale parere legale all’Avvocatura Generale di Palazzo Zanca, di rendere applicabile anche per il Comune di Messina la predetta sentenza.
C H I E D E
altresì, alle SS.LL., in caso di parere positivo dell’Avvocatura sulla fattibilità del rimborso dell’IVA, di avviare tutte le procedure amministrative volte a restituire ai contribuenti messinesi quanto finora indebitamente riscosso.
Nelle more di un cortese riscontro della presente, si porgono i più cordiali saluti.
Il Consigliere della Terza Circoscrizione
Libero GIOVENI