Libero Gioveni: “Ragazze madri” e “famiglie indigenti”: da anni in attesa di un sussidio che.....non arriva mai!
Le ragazze madri e le famiglie bisognose della nostra città che ogni anno presentavano all’ex Istituzione per i Servizi Sociali di via Felice Bisazza relativa istanza volta ad ottenere un modesto contributo economico, ormai da diversi anni sono....all’asciutto!
Sono altri due esempi, questi, di povertà e disagio sociale vissute da molte famiglie messinesi, alle quali da un paio d’anni non viene data nemmeno la possibilità di presentare la domanda!
Il modesto contributo economico annuo di 400 euro elargito ai cittadini che vivono in un comprovato stato di forte indigenza, seppur non rappresentasse la panacea di tutti i loro mali, costituiva per molti di loro la classica “boccata d’ossigeno” per sopravvivere!
Si pensi che gli ultimi sussidi pagati con regolarità sono stati appena quelli dell’anno 2005; le domande presentate nell’anno 2006 sono state invece tutte cestinate, mentre nel 2007 sono state prese in considerazione solo una quarantina di istanze.
....DA ALLORA, TUTTO TACE!....
Il contributo per le ragazze madri, invece, non viene corrisposto alle aventi diritto da circa tre anni; tutto ciò, oltre a generare rabbia e sconforto fra le moltissime donne costrette a sobbarcarsi da sole l’educazione e il mantenimento dei propri figli, ha scatenato anche le loro legittime proteste (inscenate più volte a Palazzo Zanca nei mesi scorsi).
E’ fuor di dubbio che le asfittiche casse comunali, unitamente alla soppressione (almeno sulla carta) dell’Istituzione per i Servizi Sociali, hanno contribuito notevolmente a generare amarezza e disperazione fra i tanti cittadini che sono stati privati dell’agognato sostegno economico; è pur vero, però, che un’Amministrazione che decide di non attuare alcuna forma di mero assistenzialismo, ha l’obbligo di fornire ai suoi cittadini più in difficoltà altre forme d’aiuto.
Per esempio:
perché non chiedere alle associazioni che saranno scelte per gestire per conto del Comune il servizio “Nidi in famiglia” ai sensi della L.R. n. 10/2003 fortemente voluto dall’assessore alla pubblica istruzione Magazzù, di selezionare proprio fra le ragazze madri coloro che dovranno svolgere il compito di “madri di giorno”?
Per quanto sopra esposto, quindi, CHIEDO al Sindaco Buzzanca e all’assessore alle politiche sociali Pinella Aliberti di “rispolverare” il vecchio contributo economico concesso sia alle ragazze madri che ai cittadini indigenti ovvero, in alternativa, di pianificare qualsiasi altra forma di sostentamento, correlata a dei servizi erogati, per queste categorie svantaggiate.
Il Consigliere della Terza Circoscrizione
Libero GIOVENI