LORIS FOTI NUOVO SEGRETARIO DEL SICET CISL: “LAVOREREMO PER AFFERMARE LA TUTELA DEL TERRITORIO, IL DIRITTO ALLA SOSTENIBILITA’ URBANA, ALLA VIVIBILITA’ E ALL’ABITAZIONE”

Pubblicato il da ass. Il Patio


 Loris Foti è il nuovo segretario provinciale del Sicet
Cisl, il Sindacato Inquilini Casa e Territorio che si occupa della difesa e
dell'affermazione al diritto alla casa e all'abitare. Foti è stato eletto
ieri sera al termine del Consiglio provinciale che ha ratificato le
dimissioni di Matteo Lentini dopo ben 8 anni alla guida del Sicet.
“E’ una sfida affascinante quella che ho accettato – ha detto Loris Foti –
soprattutto in una città come Messina dove casa è sinonimo di difficoltà ad
abitare, speculazione, mancanza di regole. Una città dove il risanamento è
assolutamente parziale e incompiuto. Basti pensare che per sopperire al
fabbisogno abitativo di tutti i 2431 nuclei baraccati sarebbe necessaria la
somma di 800 milioni di euro. Nella politica abitativa Messina paga ancora i
riflessi indotti del terremoto del 1908 anche se il perpetuarsi nel tempo di
costruzioni di alloggi ultrapopolari lungo le vallate di alcuni torrenti
sembra non aver dato alcun insegnamento nel corso degli anni, salvo poi
rimbalzare alla mente durante i tragici eventi alluvionali avvenuti lo
scorso ottobre”.
Nel corso della sua relazione Loris Foti ha tracciato la situazione delle
politiche abitative in Italia e in Sicilia, regione in cui vi è un
fabbisogno abitativo di oltre 60mila alloggi e l’80% delle edilizia popolare
o residenziale pubblica è in condizione di grave vetustà. “Eppure – ha
sottolineato il neo segretario – i fondi per un intervento iniziale ci
sarebbero pure. Si tratta di fondi Gescal residui che non sono stati
programmati per circa 100-120 milioni di euro e che potrebbero essere
utilizzati per le politiche abitative”.
Sulla realtà messinese, Loris Foti ha evidenziato quali dovrebbero essere le
priorità. “La necessità di un nuovo PRG – ha spiegato – ancorché reso
obbligatorio per le mutate condizioni sociali, strutturali e demografiche
della città, appare un argomento strategicamente deviante e temporalmente
inappropriato rispetto alla necessità di intervenire con atti immediati per
frenare quelle che potremmo definire autentiche derive urbanistiche. Tutto
ciò in assenza, fra l’altro, di un più utile Piano Strategico per le
periferie come necessario strumento di programmazione delle politiche
sociali e abitative”.
Nel corso della sua relazione, il neo segretario del Sicet si è soffermato
anche sui recenti disastri idrogeologici che a suo parere “appaiono solo
marginalmente causa di fenomei naturali e ingovernabili ma più probabilmente
frutto di politiche urbanistiche e del territorio prive di programmazione,
lacunose nell’applicazione di criteri tecnico-professionali e seri studi
geologici, apparentemente non esenti da commistioni di interessi lontani dal
bene comune. Vi sono carenze sulla pianificazione urbanistica e territoriale
e un fenomeno così diffuso – ha detto – va ricercato più nell’approccio
culturale degli amministratori locali nel tempo che nella natura infausta.
La riduzione dei vincoli pubblici nei processi di trasformazione urbana, la
deregolamentazione progressiva e speculativa stanno sovvertendo il rapporto
tra regola pubblica e iniziativa privata. In questo contesto – ha
sottolineato Foti – appare calzante il tema della riqualificazione urbana
della zona del Tirone dove risulta legittimo, anche al cittadino comune, il
dubbio che si tenti di dare a queste operazioni, fortemente convenienti per
la parte privata, una parvenza di socialità, mascherando questi interventi
come risposte all’emergenza urbana e abitativa. Occorre – ha concluso –
affermare la tutela del territorio, il diritto alla sostenibilità urbana, il
diritto alla vivibilità della città”.

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