Movimento per il Sud: auguri agli italiani

Pubblicato il da ass. Il Patio

In occasione dell’augurio di un felice e soddisfacente anno nuovo, il Presidente del Movimento per il Sud, Antonino Calì, in una nota ha voluto esprimere il suo pensiero sugli ultimi 20 anni di politica italiana, lanciando un chiaro messaggio anche a proposito del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. << Con le vicende del ’92 – afferma Calì – l’Italia ha subito un brusco scombussolamento politico-sociale dal quale ancora non si è ripresa. Lo scardinamento del sistema politico di fine anni ’80 ha rotto tutti gli equilibri che, per mezzo dell’assetto politico-sociale più affidabile dall’era post-borbonica in poi, la Democrazia Cristiana aveva promosso e consolidato in quasi 50 anni di storia italiana. Ancora oggi gli italiani assistono al propagarsi di quell’esplosione politica che, strumentalizzata dalla sinistra italiana (e non solo), è stata architettata con cura ed aggravata dalle infami stragi di mafia dello stesso anno. All’alba del 150° anniversario dell’Unità d’Italia – continua Calì – oggi quale Nazione si accinge a preparare tale evento e quale società si affaccia alle nuove necessità sociali euromediterranee? Il risultato è che, in questo ventennio, si è tentato di edificare un nuovo sistema politico in grado di governare il Belpaese, imposto con un bipolarismo muscolare che ha snaturato l’essenza socio-politica italiana e promosso da chi detiene il potere economico e mediatico in Italia. La connivenza di variegate culture ed ideologie nel tessuto sociale italiano non consentono, a mio parere, la sussistenza di un sistema politico dipartitico e bipolare. L’Italia è un Paese che presenta ideologie, culture e vocazioni diverse che devono essere tutte democraticamente tutelate e rappresentate. Dal ’92 ad oggi non è assolutamente finita tangentopoli. Tangenti e clientelismo, oltremodo, hanno avuto uno sviluppo smisurato: si è passati dal contorto sistema socialista-democristiano all’ancor più contorto sistema clientelare dell’odierna oligarchia politica. Negli anni ’80, però, si riusciva anche solo a partecipare a concorsi pubblici e sperare in un posto di lavoro.  Quest’anno verranno spese ingenti forze per l’organizzazione di manifestazioni celebrative del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Ma quale Italia troviamo oggi dopo un secolo e mezzo di menzogne, silenzi e sorprusi? L’Italia del nuovo millennio è quella di Bossi e Berlusconi? E’ quella dei governi presi alla gola da quei padani che 150 anni fa, per rimpinguare le casse del Piemonte hanno saccheggiato e stuprato il fiorente e ricchissimo Sud borbonico? Ecco! Questa è l’Italia di oggi e questo è il motivo per cui non posso non ricordare a tutto il popolo meridionale che siamo in procinto di festeggiare i 150 anni di un’Italia unita a spese del Sud. Questi sono i 150 anni dell’olocausto meridionale. Ormai l’Italia c’è e ce la teniamo, ma non dimentichiamoci di quanto è stato compiuto da quelle genti che, dopo essersi arricchite e civilizzate grazie al saccheggio del Sud, oggi ci definiscono razza inferiore e vorrebbero pure separarsi dal resto della Nazione. Noi crediamo nella Costituzione italiana e nei valori che da Essa vengono espressi. Noi crediamo in un’Italia a vocazione europeistica ma che deve, per natura, storia e rispetto, guardare verso Sud, verso quella parte della penisola che, da 150 anni, ha dato il sangue per il bene di tutti >>

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