PREMIATI I SOCI EMERITI DELLA CLASSE MEDICO-BIOLOGICA DELL’ACCADEMIA PELORITANA
Si è svolta nell’Aula Magna dell’Università di Messina, affollata ed impreziosita dalla presenza di autorità civili, militari e religiose, rappresentanti istituzionali del Comune e della Provincia di Messina, autorità accademiche e docenti universitari, la manifestazione “In onore dei soci emeriti della classe di scienze medico-biologiche”, il cui direttore prof. Giuseppe Romeo, professore emerito dell’Ateneo peloritano, è stato l’autentico ed apprezzato artefice dell’iniziativa.
Nella speciale categoria dei soci emeriti sono designati, su proposta del consiglio di presidenza, i soci ordinari che abbiano dato lustro all’Accademia e compiuto il 70° anno di età.
“L’Accademia Peloritana dei Pericolanti - ha detto il Rettore Tomasello introducendo la cerimonia - con i suoi oltre 280 anni di storia, essendo stata istituita nel lontano 1729, rappresenta un pezzo di storia non solo del nostro Ateneo, ma di tutta la città di Messina”. Il prof. Tomasello ha, poi, ricordato come tra il XVI ed il XVII secolo la città Messina pullulasse di cenacoli di intellettuali e come l’Università annoverasse tra i suoi docenti scienziati di chiara fama passati alla storia come Malpighi, Castelli, Giurba. Infine, il Rettore ha ricordato i lavori di restauro che stanno interessando i locali del plesso centrale dove in atto è ospitata l’Accademia, “promettendo” un suo ritorno alla fruibilità entro un paio di mesi “più bella di prima”.
Il prof. Giuseppe Romeo, dopo avere sottolineato che i soci emeriti“sono figli meritevoli non solo dell’Università ma dell’intera città di Messina”, ha fatto riferimento all’anzianità “che come è noto è un fenomeno in crescita e rappresenta un’età di risorse preziose, utili testimonianze e riconosciuta saggezza” ed ha concluso affermando che la cerimonia vuole essere una testimonianza di affetto, ammirazione e stima nei confronti dei soci emeriti, esempio per i soci più giovani e motivo di vanto di tutta l’Accademia.
Mons. Luigi Bommarito, Arcivescovo metropolita emerito di Catania, ha svolto l’allocuzione sul tema “Anzianità: ombre e luci”. “Ho letto il volume celebrativo dei 250 anni dell’Accademia Peloritana e vi ho riscontrato ombre e luci, dalla pestilenza del 1743 al terremoto del 1908, agli eventi bellici della prima e seconda guerra mondiale, ma passata la tempesta l’Accademia si è sempre ripresa dando prova di insuperabile vitalità ed a ciò hanno certamente contribuito i suoi connotati religiosi e culturali, rifiutando di assurgere ad una sorta di ‘turris eburnea’, ma reclamando con forza il suo volere essere presente nella storia e nel cammino della città e dell’Università di Messina”. L’alto prelato ha concluso il suo intervento affermando che oggi, grazie alle conquiste delle scienze mediche che hanno allungato le aspettative di vita, si dovrebbe più opportunamente parlare di ‘quarta età anziché di terza età’, dunque si assiste ad un forte aumento degli anziani, i quali non devono però abbandonarsi nè alla solitudine interiore, né all’emarginazione perché al contario essi hanno ancora molto da dare e la loro missione terrena non può affatto considerarsi finita, concludendo con l’esortazione: “Non essere più ascoltati è l’aspetto più terribile della vecchiaia”.
La manifestazione ha avuto termine con la diffusione delle interviste realizzate dagli stagisti dell’Ufficio Stampa dell’Ateneo (Davide Billa, Sergio Busà, Laura Bruno, Arianna Maisano) e la consegna di un medaglione commemorativo, da parte del Rettore, prof. Francesco Tomasello, ai soci, proff.ri Francesco Aragona (alla memoria), Giovanni Arrigo, Rocco Calabrò, Luigi Chiofalo, Fausto Consolo, Anna De Pasquale, Italia De Simone, Antonino Ferrara, Angelo Gimbo, Cosimo Inferrera, Rosario Leonardi, Giovanni Lombardo, Salvatore Macaione, Agatino Santoro.