Presentato il rapporto sul turismo organizzato internazionale in Sicilia e a Messina redatto dall’Osservatorio turistico della provincia peloritana dell’Ente camerale e dall’Isnart

Pubblicato il da ass. Il Patio

 

Nel 2008, la Camera di commercio ha avviato l’Osservatorio Turistico,

concependolo come uno strumento di monitoraggio continuo del settore turistico. In questo ambito, si sviluppa il focus sul turismo balneare, che ha come obiettivo la messa a fuoco delle caratteristiche di questo specifico segmento turistico. Lo studio presenta i risultati relativi ad un’indagine field che ha avuto luogo nel mese di agosto dello scorso anno, rivolta a oltre 150 turisti presenti nelle località balneari della provincia di Messina.

Dai dati raccolti, emerge come la provincia peloritana sia nell’84,3% dei casi il luogo in cui trascorrere la vacanza principale di periodo ferie; per il restante 15,7 % del totale dei turisti (in prevalenza stranieri) si tratta di short break, vacanze più economiche e/o di più breve durata. In generale, il prodotto di punta della provincia, quello balneare appunto, annovera tra le sue file prevalentemente vacanzieri nazionali (54,1%), provenienti da Lazio (14,1%), Lombardia (10,9%) e, in egual misura, da Toscana e Sicilia (9,4%).

La quota di turisti stranieri (45,9%) è per metà composta da tedeschi (27,9%) e francesi (24,4%); seguono i flussi internazionali a lungo raggio rappresentati dagli statunitensi (11,6%) e da un interessante 7% proveniente dall’emergente mercato russo. Il 70,9% dei vacanzieri stranieri intervistati è alla sua prima visita in Italia e ben il 79,7% nella provincia di Messina; i turisti nostrani rappresentano l’81,3%.

Il turista italiano è prevalentemente uomo (56,2%) di età media, tra i 31 e i 40 anni nel 45,3% dei casi e per il 28,1% tra i 41 e i 50 anni, sposato (40,6%) che, nel 34,4% dei casi ha anche figli, con un livello di istruzione medio-alto (57,8% diplomati e 40,6% laureati) in piena attività lavorativa (78,1%); il turista straniero presenta una trascurabile maggioranza di donne (52,3%); in generale, si tratta di individui lavoratori (69,8%), laureati (52,3%) o diplomati (46,5%), di età media (31-40 anni nel 38,4% dei casi e 41-50 nel 26,7%), sposati con figli (41,9%), ma anche single (32,6%). Dall’indagine sulla soddisfazione che la domanda ha ricavato dalla fruizione di prodotti, servizi e in totale dall’offerta turistica locale, si evince un giudizio positivo, pari a 9 su 10. Premiate in egual misura da entrambi i mercati, sono la cortesia e l’ospitalità delle genti messinesi (9,3),

Il turismo straniero nella provincia di Messina rappresenta il 29% degli arrivi turistici internazionali e il 37,3% delle presenze registrate in Sicilia. Si tratta di quasi 512mila arrivi e oltre 2,2 milioni di presenze ed evidenzia una buona capacità attrattiva della provincia siciliana.

L’indagine sul turismo organizzato internazionale realizzata dall’Osservatorio turistico della provincia di Messina della Camera di commercio e dall’Istituto nazionale ricerche turistiche è stata presentata questa mattina al Palazzo camerale nel corso di una conferenza stampa, alla quale hanno preso parte il presidente ed il segretario generale della Camera di commercio, Nino Messina e Vincenzo Musmeci, e il consulente dell’Azienda speciale magazzini generali e servizi alle imprese dell’Ente camerale, Giustino Angiuli. “Dobbiamo fare in modo che il turismo diventi la prima fonte di sviluppo per la nostra provincia – afferma Messina – e, perché questo accada, è necessario incentivare la realizzazione di infrastrutture e migliorare la rete dei trasporti. A partire dalla costruzione di un aeroporto nella zona tirrenica”. “Il turismo – aggiunge Musmeci – è senza dubbio la carta vincente su cui puntare”.

Dai dati registrati, emerge come la provincia di Messina sia venduta dal 26,3% degli intermediari internazionali, in particolar modo europei (30,9%) e statunitensi (26%). Seguendo le sorti regionali, austriaci, russi e tedeschi si rivelano strategici. E, analogamente, il mercato svizzero mostra una buona affezione alla provincia, tanto che la stessa percentuale di operatori che promuove la Sicilia (38,1%) tratta Messina. Cambia lievemente la geografia dei prodotti con maggiore spazio sui depliant. Difatti, le città d’arte, vengono lievemente scalzate dagli itinerari (30,3%). In dettaglio, il mare (35,2%) esercita grande e consolidato fascino sugli europei (38,2%) e sugli operatori Usa, mentre gli itinerari sono a prevalente appannaggio di Giappone e Usa. Ancora, le città d’arte sono sostenute di più dai mercati extra-europei meno maturi (India e Giappone) e l’archeologia messinese vanta un’attrattiva indiscussa sull’incoming giapponese, qualificandosi quale chiaro punto di forza sullo specifico mercato.

Sono il mare e le coste messinesi, il prodotto che più vedrà incrementare il proprio spazio sui cataloghi internazionali, soprattutto su quelli indiani e statunitensi, mentre perderanno lievemente quota le bellezze storico-culturali e archeologiche. E le previsioni indicano un possibile ampliamento dell’offerta turistica di Messina sul mercato organizzato nella commercializzazione del turismo sportivo. “Il settore del turismo balneare è certamente quello che maggiormente regge – precisa Angiuli – e che ci fa ben sperare anche per il futuro. Un dato che, comunque, conferma l’andamento regionale. In ogni caso, è necessario aumentare le presenze turistiche, soprattutto nel settore del turismo alternativo”.

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