Progetto cinematografico "Scossa" : verrà realizzato da cinque registi italiani con lo scopo di raccontare il tragico terremoto del 1908.

Pubblicato il da ass. Il Patio

Poco più di un secolo fa, a Messina si registrò una delle più tremende catastrofi del ventesimo secolo: il terremoto che, la notte del 28 dicembre del 1908 rase al suolo buona parte della città. A Messina la sera prima si era festeggiata la festa di Santa Barbara e sul palco dello storico teatro cittadino era stata messa in scena l’Aida di Giuseppe Verdi.

Alle 5 e 21, la scossa sorprese i cittadini, che dovettero affrontare 37 secondi di panico. Dopo di che, le strade di Messina e Reggio Calabria si trasformarono in un ammasso di macerie. Dopo di che le fughe di gas causarono grossi incendi ed esplosioni, che tolsero la vita ad alcuni cittadini che erano sopravvissuti al sisma. Le due città persero una grossa parte della propria popolazione e del proprio bagaglio artistico. Nei mesi a seguire attorno alle due città si sono manifestate le azioni più nobili (aiuti umanitari provenienti dalle più disparate zone d’Italia e non solo) e le più meschine (sciacallaggio) che l’uomo possa compiere. Si stima che le vittime del tragico terremoto si aggirano fra le 90 e le 120 mila persone.

Per raccontare questa pagina scura della storia della nostra città, è nato il progetto cinematografico “Scossa” che coinvolgerà i cinque registi italiani Andrea Frezza, Ugo Gregoretti, Carlo Lizzani, Francesco Maselli e Nino Russo.

Il loro obiettivo sarà quello di immortalare in una ventina di minuti un particolare aspetto del sisma e di come furono vissuti dalle vittime gli attimi in cui la terra tremò e il periodo che ne seguì fino alla ricostruzione delle due città coinvolte. I registi non dovranno seguire alcun tema prestabilito, e il loro lavoro sarà frutto di una scelta personale di tematiche, stile, struttura e linguaggio. Una volta realizzati, questi cortometraggi daranno vita a un solo film, composto da diversi contenuti. Sarà un insieme di punti di vista, messi assieme all’interno di una cornice la cui forma – come ha spiegato il coordinatore artistico del progetto Giorgio Arlorio (che da sempre lavora nel mondo del cinema in qualità di attore, film maker, assistente alla regia, scrittore e sceneggiatore cinematografico)- potrà essere decisa solo in fase di montaggio.

Quasi sicuramente, grazie alla ragguardevole esperienza dei cinque registi che si impegneranno nella realizzazione dell’iniziativa, ne verrà fuori un buon film, che potrà spiegare in maniera artistica la più grande tragedia che sia mai avvenuta nelle città che si affacciano sullo Stretto.

                                                                                                                                                                      Alessio Testa

Pubblicità

Con tag cultura

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post