Questa mattina la presentazione dei dati sull’andamento economico della provincia messinese
Un incremento piccolo, ma costante che si attesta allo 0,1%. Secondo i dati di Movimprese, non considerando le cancellazioni d’ufficio che vengono operate in caso di inattività per tre anni, le imprese registrate nella provincia peloritana non presentano una diminuzione, bensì una piccola crescita. Che conferma il trend osservatosi negli ultimi dieci anni, eccezion fatta per il 2008. In sensibile aumento, è il numero delle nuove imprese nate nel primo trimestre del 2010 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Infatti, ne sono nate 1.113 contro 894 del 2009. In aumento, però anche il numero delle imprese cancellate: 1.247 contro 1.110 del I trimestre 2009. Pertanto, il saldo relativo al primo trimestre 2010 è stato comunque negativo (-134 imprese), ma più contenuto rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-216 imprese).
Per quel che concerne le imprese artigiane, ne sono nate 213 contro le 193 del 2009 (+10%), mentre quelle che hanno cessato l’attività sono state inferiori rispetto all’anno precedente (239 contro 271 del 2009, corrispondenti al 12% in meno), determinando un saldo negativo anche se inferiore a quello registrato nel 2009.
I dati – elaborati dall’ufficio Statistica dell’Ente camerale, in occasione dell’8. Giornata dell’Economia promossa da Unioncamere - sono stati resi noti questa mattina al Palazzo camerale, nel corso di una conferenza stampa, alla quale hanno preso parte il presidente ed il segretario generale della Camera di commercio, rispettivamente Nino Messina e Vincenzo Musmeci, il dirigente Area IV, Rita Todaro, e il funzionario direttivo responsabile dell’ufficio Statistica, Agnese De Salvo. La maggior parte delle imprese iscritte – ben 13.563 - riguardano il settore del commercio al dettaglio (escluso quello di autoveicoli e motocicli), seguite da quelle che operano nel settore delle costruzioni e da quelle che si occupano di coltivazioni agricole e di prodotti animali, caccia e servizi connessi. In provincia, il più basso numero di imprese si registra a Roccafiorita (24) e il più alto a Barcellona (3.917). Sempre secondo i dati di Movimprese, la provincia messinese è la terza per numero di imprese esistenti nel territorio, dopo Catania e Palermo, con una fetta corrispondente al 13% del totale della Sicilia.
“Il sistema imprenditoriale è cresciuto qualitativamente – afferma il presidente Messina – infatti, la tendenza in aumento per le società di capitale e in diminuzione per le ditte individuali hanno creato uno ispessimento del tessuto imprenditoriale, anche se tali trasformazioni di tipo strutturale non hanno ancora inciso in maniera significativa sul mercato del lavoro”.
“Sono sempre le micro-piccole imprese con prevalente vocazione per il terziario ed in particolare per il commercio che costituiscono il settore più corposo - prosegue il segretario generale Musmeci - il quale da solo, copre un terzo di tutte le attività economiche provinciali. Settore che sicuramente non può essere trascurato per il ruolo essenziale che riveste nel nostro territorio e perché la sua crescita è una delle poche possibilità che può aumentare il livello occupazionale locale”.
Nel 2009, si arresta la crescita rilevata nell’ultimo decennio del numero degli imprenditori extracomunitari: 8 in meno rispetto al 2008. In aumento quelli provenienti dagli altri Paesi europei rispetto a quelli africani. Sempre lo scorso anno, il numero di donne che svolgono attività imprenditoriali nel territorio peloritano si è contratto del 10,5%. In base ai dati dell’Istituto “Guglielmo Tagliacarne”, anche il Prodotto interno lordo pro-capite è diminuito rispetto allo scorso anno: Messina si colloca all’85. posto, dopo Siracusa e Palermo e prima di Ragusa, Caltanissetta e Catania. Tra le province siciliane, comunque, la città dello Stretto risulta essere altamente dotata di infrastrutture, mentre è bassa la dotazione di strutture culturali e ricreative. Per le strutture destinate all’istruzione, infine, la Sicilia è mediamente uguale al dato nazionale, mentre Messina è al di sopra della media. Un dato positivo per la città peloritana si registra anche per le strutture sanitarie.
Infine, se si evidenzia un piccolo calo per quel che concerne il turismo internazionale (Messina si attesta, comunque, la terza meta siciliana scelta dai turisti), il numero dei pernottamenti fa tranquillamente desumere che Messina, con il suo +3,7%, è la provincia nella quale i turisti stranieri hanno preferito soffermarsi maggiormente, tenuto conto della contrazione media regionale registrata nel 2008 (-28%).
Costante, ma al di sotto del dato medio nazionale (meno di 1/3), il consumo di gas metano per uso domestico e riscaldamento per abitante, mentre è da attenzionare il verde pubblico messinese che, per il comune capoluogo, non copre neanche il 2% del territorio.
Per quanto riguarda lo scenario previsionale al 2013, considerati i dati raccolti, si è evidenziato un andamento prevalentemente costante tranne che per il valore aggiunto e l’occupazione che tendenzialmente dovrebbero aumentare i valori passando da una percentuale negativa ad una positiva, anche se bassa.