Risanamento: se non ci ha pensato la Regione, lo facciano adesso i privati! Che fine ha fatto il famoso consorzio delle cooperative di Ravenna?
La bocciatura dell’emendamento “Buzzanca-Beninati” nella Finanziaria Regionale che avrebbe dovuto portare 25 milioni di euro nella città di Messina per il definitivo risanamento delle aree degradate (che ha visto ieri una dura e più che mai legittima presa di posizione dell’assessore comunale al ramo Pippo Rao), oltre a rappresentare un segnale politico molto indicativo su quella che ormai è la nuova e consolidata maggioranza all’ARS, spinge certamente a ricercare altre soluzioni che possano contribuire a ridare speranza ai tantissimi cittadini messinesi che vivono in condizioni di estremo disagio abitativo e sociale.
Sulla scorta di queste considerazioni, mi preme riportare a galla la proposta che l’attuale amministrazione comunale avanzò all’inizio di questa legislatura per mettere definitivamente in moto l’inceppata macchina del Risanamento: aprire le porte ai privati che intendono investire nel nostro territorio.
Il 12 Settembre 2008, infatti, giunse notizia che un grande gruppo nazionale nel settore delle costruzioni, come il Consorzio delle cooperative di Ravenna, intendesse realizzare nel nostro territorio alloggi, servizi e infrastrutture!
Ebbene…..CHE FINE HA FATTO QUEL CONSORZIO??
Ora più che mai ritengo non ci siano altre alternative.... Non ci si può più sottrarre dallo “spalancare le porte” a chi è veramente in grado di mettere in campo risorse, professionalità, competenze, idee e strutture!
Uno dei metodi che potrebbe, per esempio, essere adottato è senz’altro quello della permuta!
Il ragionamento, in tal senso, sarebbe tra i più semplici:
il Comune donerebbe i terreni ai costruttori, i quali, avendo risparmiato danaro, realizzerebbero alloggi per donarne a loro volta buona parte a Palazzo Zanca che, dal canto suo, li girerebbe subito in locazione agli aventi diritto!
I restanti alloggi, invece, i costruttori li venderebbero a terzi ad un normale prezzo di mercato.
Si tratterebbe, quindi, di un vero e proprio “project financing” che, senz’altro più di ogni altro pensato in città (vedi quelli falliti per la gestione degli stadi o dei cimiteri cittadini), si rivelerebbe più utile e proficuo per soddisfare le molteplici esigenze abitative!
C’è poi da considerare un altro aspetto non di poco conto: i risvolti positivi che tale soluzione produrrebbe sul versante sociale!
Oltre allo sviluppo occupazionale che questo nuovo percorso potrebbe generare, infatti, verrebbe fronteggiato in modo netto e deciso anche il sempre attuale problema (puntualmente riproposto all’atto di nuove consegne di alloggi popolari) dell’umiliante AMMASSAMENTO delle famiglie baraccate in “casermoni” o “quartieri dormitorio” (il caso dei 189 alloggi di Bisconte è senz’altro quello più eclatante in città).
La percorribile strada del “project financing”, invece, non solo consentirebbe di dare una nuova ed innovativa “linfa progettuale” alle future opere (con aree a verde, centri polifunzionali, parchi giochi, servizi ecc.), ma permetterebbe anche quella necessaria integrazione sociale fra famiglie di differente estrazione socio-culturale!
Ecco perché a vent’anni esatti dal periodo in cui sembrava dovesse esserci la classica “svolta” risolutrice del risanamento territoriale di Messina (era il tempo in cui si varava la famosa Legge 10/90), ritengo davvero “epocale” e fondamentale la proposta di aprire questo fronte ai privati!
CHIEDO, pertanto, al Sindaco Buzzanca e all’assessore al Risanamento Rao di valutare la possibilità di riprendere tale innovativa ipotesi che preveda un concreto coinvolgimento dei soggetti privati disposti ad investire nel nostro territorio.
Sarebbe anche un modo originale per dare uno “schiaffo politico” ad una importante istituzione come il Parlamento regionale che si è deliberatamente sottratto a delle precise responsabilità nei confronti della nostra città nel difficile ambito del risanamento delle aree degradate.
Il Consigliere della Terza Circoscrizione
Libero GIOVENI