Salvatore Mammola – Il Questore di Messina Gugliotta e Piero Campagna insieme per smuovere le coscienze.

Pubblicato il da ass. Il Patio

All'Istituto Domenico Savio di Messina, il promotore, Don Umberto Romeo direttore del Centro Prima  Accoglienza Salesiana, ha invitato il Questore di Messina, dott. Gugliotta e l'appuntato dei Carabinieri Piero Campagna fratello di Graziella, vittima di mafia, con l'obiettivo di sensibilizzare la società civile e spronarla ad un attivismo positivo verso la legalità. Dal racconto reso sull'uccisione di Graziella Campagna emergono le difficoltà di un processo che si è arenato perchè la sentenza di condanna, emessa dalla Corte d'Assise, è stata depositata in ritardo dal magistrato; Quel magistrato si chiama Mondello. “Un magistrato che si avvalse dell'aiuto del boss mafioso Sfameni per procurarsi una garconiere”, ricorda il moderatore Salvatore Rizzo del CePas. Piero Campagna non soltanto non riesce ad ottenere giustizia piena, ma va incontro a frequenti trasferimenti di sede e riceve persino denunce da quelle stesse persone che hanno giocato
 ruoli decisivi nella tragedia della Sua famiglia. Credo sia corretto accertare la verità ed appurare  se lo stesso Campagna sia colpevole di calunnia, ma se ciò non dovesse risultar vero, credo che la giustizia debba agire in maniera dura contro chi denuncia a solo scopo intimidatorio. Ed allora vengono in mente le parole di Milena Gabanelli a Vieni via con me “in Inghilterra chi chiede il risarcimento per presunta diffamazione, se questa viene giudicata inconsistente, può a sua volta essere condannato a pagare fino a tre volte tanto l'importo chiesto”. Impossibile da non ricordare le dichiarazioni di Piero Campagna, quando  si è provato a bloccare la messa in onda della fiction Rai, con Beppe Fiorello sull’omicidio di Graziella Campagna“ La vita rubata”  perché prossima l’udienza d’appello del processo e per far ciò è intervenuto direttamente il  Ministro della Giustizia, Clemente Mastella «Mi chiedo dov’era il ministro
 della Giustizia Mastella quando il giudice Mondello ha ritardato il deposito della sentenza di condanna di Gerlando Alberti, accusato della morte di mia sorella, consentendo in questo modo la sua scarcerazione. L’indulto doveva essere per i piccoli criminali, ma ne ha beneficiato anche il boss Alberti. Mi chiedo - continua Campagna - se Mastella si preoccupa di una ragazza innocente uccisa, per una famiglia distrutta dal dolore e  per un film che ricostruisce e spiega ciò che è accaduto in tanti anni di depistaggio. Ritengo che il tribunale giudica sulle prove dell’accusa. Se Alberti, non ha nulla da temere non c’era motivo di fare tutto ciò».   Realtà di una provincia, soprannominata “babba”, ma che  babba, non è. Una provincia nella quale gli interessi mafiosi si sono troppo spesso mescolati a quelli istituzionali. Il questore Gugliotta  ricorda come, verso la fine degli anni ottanta, la mafia interloquiva con la società civile,
 frequentando anche i salotti della Messina bene ed intrattenendo rapporti con certi  magistrati messinesi. Oggi la mafia - continua il Questore di Messina Gugliotta - è la mafia che fa impresa ed il sequestro dei beni è l’unico modo per contrastarla, ma bisogna essere più rapidi ed una giustizia lenta spesso diventa ingiustizia. L'evento chiude con un filmato che ricorda eroi dell'antimafia come Boris Giorgio Giuliano, Beppe Montana, Roberto Antiochia e Ninni Cassarà. L'indignazione della società civile messinese prende corpo ed è precisa negli interventi dei partecipanti che sommergono di solidarietà i relatori impegnati in prima linea contro la mafia.
Salvatore Mammola

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