SICILIA: POVERTA’ DELLE FAMIGLIE ANTICAMERA DELL’USURA
CODICI PRESENTA IN PRIMA REGIONALE A PALERMO IL CORTOMETRAGGIO SUL FENOMENO DELL’USURA
“ BUONA NOTTE, SAN TINO” E RACCONTA UNA STORIA VERA, LA NOSTRA STORIA
Si tiene questo pomeriggio la prima della Regione Sicilia del film cortometraggio Buona Notte, San Tino presso la Biblioteca dell’Assessorato all’Economia della Regione Siciliana sita in Via Notarbartolo 17 in Palermo. A seguito della visione del cortometraggio si tiene un dibattito pubblico sul fenomeno dell’usura nella Regione Siciliana. Tra gli interventi: l’Assessore all’Economia della Regione Siciliana Dott. Gaetano Armao, il capo Gabinetto dell’Assessorato all’Economia della Regione Siciliana, l’ Avv Francesco Nicosia, il Presidente dell’associazione Forum delle Associazioni Antiusura Dott.ssa Alessandra Coppola, il Segretario di CODICI Sicilia Dott. Giovanni Vella, il già Segretario Generale e Direttore Generale del Comune di Gela Prof. Giuseppe Accardi, il consigliere del Comune di Catania Dott. Manfredi Zammataro, parteciperanno inoltre i legali dell’associazione CODICI impegnati nella lotta all’usura, Avv. Luigi Maggio, Avv. Gianluca Caruso.
Il corto è un soggetto di Ivano Giacomelli, regia di Federico Moschetti, scritto da Giovanni Laccetti e con la partecipazione amichevole di Andrea Roncato.
Strettamente connesso al fenomeno dell’usura è quello del sovra indebitamento e della povertà delle famiglie che è particolarmente grave in Sicilia, con un’incidenza del 24,2 per cento. In un contesto di questo tipo, il rischio usura per le famiglie siciliane è elevato, inoltre rileviamo che lo stesso fenomeno dell’usura ha subito, nel corso degli ultimi anni, considerevoli cambiamenti. Si è passati dalla figura del “cravattaro” al “professionista dell’usura”. L’usuraio moderno è un “colletto bianco”, è ben inserito nella società e intrattiene rapporti con persone di spicco, sfruttando al meglio la sua rete di contatti. La vittima non è un uomo che sperpera i propri averi, cadendo nelle grinfie dello strozzino, ma è un lavoratore, un padre di famiglia che versa in condizioni economiche difficili, che non riesce ad arrivare alla fine del mese e che viene raggirato dal professionista dell’usura. Il corto metraggio “Buona Notte, San Tino” racconta una storia vera, la nostra storia, quella di una associazione che quotidianamente lotta accanto alla vittima contro il fenomeno dell’usura.
La vicenda narrata è quella di un ristoratore, che caduto nella rete degli usurai si rivolge ad una associazione antiusura, la quale aiuta la vittima ad uscire dalla trappola, supportandola emotivamente e tecnicamente. Il ristoratore ha problemi economici e in un momento di sfogo si confida con il barista, ovvero il “gancio” che si offre di aiutarlo e gli presenta un amico, tale Argenziano, un consulente finanziario che si scopre avere dei legami con un direttore di banca. La vittima entra nel vortice dell’usura e non sa come venirne fuori, l’associazione antiusura rappresenta per lui una via di uscita.
Il film è una critica alla società contemporanea nel suo complesso e in particolare ad un certo tipo di approccio dell’ “antiusura” poco incisivo e più orientato alla spettacolarizzazione. Attraverso le vicissitudini del ristoratore, lo spettatore acquisisce consapevolezza delle problematiche e delle difficoltà che una vittima, caduta nella morsa dell’usuraio moderno, si trova ad affrontare. Infine, un inciso alla rete di rapporti di cui gode oggi l’usura organizzata.
Il corto, ideato per un pubblico trasversale, vuole trasmettere un messaggio allo spettatore, evitando la spettacolarizzazione del dramma e affrontando in maniera asciutta e forse anche cruda la vicenda umana della vittima e di chi, cercando di aiutarla, ne subisce l’impatto.