Stadio Comunale "Giovanni Celeste: quale sarà il suo futuro?
A Messina si è tornati a discutere in merito al destino dello Stadio Comunale “Giovanni Celeste”. Lo si è fatto mercoledì, durante la seduta straordinaria organizzata dalla quarta commissione consiliare del Comune per analizzare i risultati dei lavori di ristrutturazione effettuati nel complesso sportivo di Viale Gazzi da parte della società “Città di Messina”. Alla riunione hanno partecipato il presidente della commissione Tanino Caliò, il vicepresidente del consiglio comunale Pippo Trischitta, ed Elio Conti Nibali, il presidente della “Città di Messina”, la società che si è affacciata quest’anno nel mondo del calcio peloritano, subentrando al Camaro.
I membri dell’amministrazione comunale hanno elogiato Nibali e soci per l’importante lavoro svolto in questo primo anno di gestione dello stabile comunale. La dirigenza della nuova società sportiva, da quando ha iniziato ad occuparsi dello stadio fino ad oggi, ha investito circa 125 mila euro. Questi fondi sono stati destinati alla messa in sicurezza dello stadio, con l’intento di restituire ai messinesi il “campo” sul cui prato fra gli anni ’30 ed il 2004, è stata scritta la storia del calcio messinese.
Durante la riunione è stata proposta da Trischitta l’alienazione dello stabile e del terreno su cui sorge. Secondo il consigliere comunale l’affare potrebbe attirare l’attenzione di ipotetici acquirenti grazie alla zona in cui si trova lo stadio (vicino al centro della città). Con parte dei proventi dell’eventuale vendita, ha spiegato Trischitta, si potrebbe realizzare in una zona collinare un nuovo complesso sportivo all’avanguardia, che potrebbe essere sfruttato dalle più importanti squadre di calcio peloritane.
L’ipotesi di vendita del “Celeste” però non ha solamente aspetti positivi. Nel caso in cui lo stadio fosse abbattuto per realizzare attività commerciali, si cancellerebbe una pagina di storia messinese, non resterebbe alcuna testimonianza delle storiche annate delle varie formazioni che hanno indossato la maglia giallorossa. Inoltre si renderebbero vani i lavori realizzati dalla società “Città di Messina”, che dopo quasi trent’anni (gli ultimi lavori di ristrutturazione risalivano al 1983, quando ancora nel Celeste giocava l’”A.C.R. Messina” del presidente Michelangelo Alfano) ha rinnovato le condizioni di sicurezza dello stadio.
Questi lavori saranno esaminati nei prossimi giorni dalla stessa commissione consiliare, che probabilmente, dopo un sopralluogo tornerà a trattare l’argomento e deciderà quale dei due aspetti dell’ipotesi dell’alienazione (un metodo per ottenere i fondi per realizzare un impianto ultramoderno o un provvedimento che cancellerebbe una struttura simbolica della città) tenere maggiormente in considerazione.
Alessio Testa