TEATRO VITTORIO EMANUELE. L’ALLARME DEI SINDACATI: “CONTRIBUTI FERMI AL 1991. UNA RIDUZIONE SAREBBE LA FINE”

Pubblicato il da ass. Il Patio

Riduzione del Contributo regionale
Siamo in presenza del concreto rischio che il Governo regionale applichi la
riduzione del contributo del 20%, portando il già esiguo importo erogato, a
favore del Teatro di Messina, da 6.600.000 euro a 5.300.000.
Pur comprendendo le esigenze di bilancio e le difficoltà odierne derivate
dalla cattiva gestione dell’economia siciliana e dalla crisi globale che ha
investito i mercati finanziari siamo fortemente contrari alla scelta che è
stata paventata di decurtare ulteriormente il contributo regionale.
Se si verificasse tale circostanza entrerebbe in sofferenza in modo
patologico il sistema della cultura a Messina.

Le conseguenze
Non ci sarebbero più risorse per progettare stagioni di adeguato livello
culturale, i dipendenti vedrebbero scemare le possibilità di sistemare
l’annosa questione della Pianta organica e i Professori di orchestra
vedrebbero sfumare in un colpo le rivendicazioni attuate in questi anni che,
in qualche modo, li ha visti conquistare piccoli spazi economici all’interno
delle attività del Teatro Vittorio Emanuele. I lavoratori stagionali
sarebbero completamente fuori anche dalla precarietà a cui sono abituati da
anni di incertezza e provvisorietà, condizioni ormai divenute stabili. Tutte
le attività e le progettualità del Teatro sarebbero messe in sofferenza.

La posizione delle OO.SS.
Facciamo nostro, condividiamo, e rilanciamo l’appello che, inascoltati
abbiamo lanciato ripetutamente nel recente passato e che oggi viene fatto
dal Presidente Ordile e dal Consiglio del Teatro V. E..
Dobbiamo impegnarci tutti insieme, per mettere in campo una azione corale
“sinergica e condivisa”, ciascuno per la propria parte, OO.SS.,
Amministrazione Comunale e Provinciale, Deputazione perché non venga
diminuito il contributo e la città di Messina non subisca un ulteriore danno
e una ulteriore umiliazione, ad opera del Governo Regionale.

Governo Regionale che negli anni ha creato una distorsione e una
discriminazione non riconoscendo il ruolo e l’importanza del nostro Teatro,
mentre ha sostenuto tutte le altre realtà artistiche siciliane.
I numeri li conosciamo tutti.

Tutti i Teatri siciliani hanno visto aumentare e adeguare, dal 2003 al 2009,
il contributo erogato anche di cifre importanti, mentre solo la provincia di
Messina, non ha beneficiato di alcun incremento, nonostante la crescita del
costo della vita sin dal 1991.
I Consigli di Amministrazione che si sono succeduti nel tempo sono state
virtuose e hanno presentato sempre i conti in pareggio, cosa che non si può
dire delle altre realtà isolane, pur senza scadere nella qualità della
programmazione dei cartelloni.

Gli interventi che sono stati fatti nel tempo dalle nostre OO.SS. si sono
scontrate con un ipocrita muro di gomma fatto di dichiarazioni ufficiali di
attenzione al problema e di rapida soluzione delle questioni man mano poste.
Ma tali dichiarazioni sono state sempre disattese.

La responsabilità maggiore noi la attribuiamo alla Deputazione regionale
messinese all’ARS, sempre distante ed indifferente ai problemi posti. Mai
hanno fatto azioni di rappresentanza efficaci e dirimenti. Magari mettendosi
d’accordo tra loro in favore della Città che rappresentano.

Noi auspichiamo che tale atteggiamento sia stato abbandonato nel momento in
cui hanno partecipato alla riunione convocata dal Presidente Ordile il 15
marzo scorso.

Se non riusciremo a farci ascoltare saremo tutti “in solido” responsabili
non soltanto di non aver saputo recuperare qualche milione, ma saremo
ulteriormente responsabili del progressivo degrado culturale e sociale che
sta investendo tutto il nostro territorio. Saremo complici di quella
emergenza educativa denunziata a più riprese da voci autorevoli.

Dice bene il Presidente: “Solo l’unità di intenti può consentire a Messina
di mantenere il ruolo che ha conquistato negli anni con programmi efficaci
ed una severa politica di contenimento delle spese”. Cose che noi diciamo e
scriviamo da un decennio. Inascoltati.

E l’unità di intenti transita anche dal riconoscimento economico previsto e
mai onorato del Comune e della Provincia che dovrebbero versare al Teatro le
quote previste (rispettivamente di 200 e 100 milioni di lire).

E’ certamente necessario da parte dell’Amministrazione dell’Ente Teatro
avviare la strada della verifica della possibilità di ottenere finanziamenti
europei producendo adeguati progetti, facendo transitare la gestione
dell’ente da una cultura gestionale ad una cultura imprenditoriale.

Certamente tutti quanti noi, cittadini di Messina e della provincia, abbiamo
bisogno che il Teatro di Messina diventi, così come le è stato assegnato nei
compiti statutari, capofila e volano della Cultura nel nostro territorio.

Sino a questo momento le azioni e le dichiarazioni messe in campo dal
Presidente Ordile trovano la nostra piena e convinta approvazione. La strada
che sta tracciando la condividiamo e quindi la sosterremo, ovviamente non
facendo mai mancare i necessari confronti e le mediazioni, ma senza
pregiudizi ideologici o di parte.

Messina 28 aprile 2010    
  

    SLC-CGIL                FISTEL-CISL                  UILCOM         FIALS-CISAL
        (G. Di Guardo)       ( D. Allegra )              ( N. Alessi )     ( A. Giuffrè )

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